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Ostrica rosa pregiatissima del delta del Po

ostriche rosa - esempio di Ostriche Rosa

Ostrica Rosa Tarbouriech prodotta in Italia, anzi nel delta del Po. Si tratta di un’ostrica di altissima qualità, derivata da un metodo d’allevamento moderno; finalizzato all’ottenimento di un’ostrica dalle caratteristiche davvero eccezionali e molto preziosa.

Ostrica rosa

Il nome, “ostrica rosa”, deriva dal colore caratterizzato da striature sul guscio, prodotte dal sole. L’ostrica Rosa ha le carni piuttosto consistenti e gustose. La sua polpa ricca e carnosa, molto saporita, e il guscio si presenta rasato e ondulato.

ostriche rosa - Ostriche In Cassetta da vendere

Questo genere di ostrica si presenta pulita e priva d’impurità. Il sistema di coltivazione, da poco introdotto nel Polesine, è stato messo a punto dal francese Florent Tarbouriech; produttore delle ostriche rosa nel bacino di Thau. Parliamo della nota laguna della regione della Linguadoca-Rossiglione nel sud della Francia. Questa zona è ben nota  anche per i vini; tra i quali più esportati troviamo  il Vin de Pays d’Oc e il frizzante Crémant de Limoux. Per produrre queste ostriche tanto pregiate, si usa un metodo a “sospensione”, attraverso il quale, le ostriche stanno sospese a delle funi che consentono di regolare acqua e aria con precisione.

Ostrica rosa Tarbouriech

In questo metodo, si devono alternare periodi di immersione a periodi d’esposizione all’aria e al sole. Questo sistema riproduce volutamente l’alternanza delle maree. Tutti i movimenti di immersione ed emersione, sfruttano pannelli solari e impianti eolici.

ostriche rosa - Ostriche E Perle coltivate

L’impianto di coltivazione di questo pregiato mollusco, lo troviamo fiorente nella Riserva della Biosfera del delta del Po; nella Sacca di Scardovari, la più grande laguna del Po. Ci troviamo tra le foci del Po delle Tolle e il Po di Gnocca, in un bacino ideale per l’allevamento di vongole e cozze. Le sperimentazioni in questa zona iniziarono nel 2007, arrivando ad un grado di qualità oggi altissimo. Sono nel 2016 è iniziata la produzione vera e propria, e nel 2017 la vendita capillare del prodotto. Coltivata con maestria in una delicata proporzione tra acque salate e dolci; il mollusco  si trova nelle calibrature da 0 a 5.

Molluschi del delta del Po

Tuttavia, in ogni calibro, c’è una qualità eccelsa, senza dubbio parliamo di un’ostrica di gran livello e saporita. Dunque, la Perla del Delta, prodotta in Italia nella laguna di Scardovari, è senza dubbio Patrimonio Unesco e Riserva della Biosfera. Ci troviamo in un luogo incantevole nel parco naturale del delta del Po, dove si è sviluppato il più grande mercato di ostriche speciali Tarbouriech dopo la Francia.

ostriche rosa - Perle in un filo con una rosa

Le ostriche allevate con il sistema tradizionale, hanno meno qualità e resistenza rispetto a queste; che si presentano più corroborate dal trattamento. Il sistema innovativo di allevamento annulla le differenze. Orbene, nel delta del Po, le ostriche s’incollano una ad una a mano su corde; collegate ad un argano che le innalza riproducendo l’effetto delle maree atlantiche. L’ostrica, quando è chiusa, deve essere larga, concava. Quindi, quando la conchiglia è grossa; vuol dire che ha almeno 3, meglio se 4 anni.

laguna di Scardovari

Giungendo al consumatore, quando si ha davanti un vassoio di ostriche aperte, si notano bene le differenze. L’ostrica più buona è sempre più grande. La parte chiara del mollusco deve essere più grande possibile rispetto alla parte scura. Ragion per cui, la Perla del Delta, di altissima qualità, ancora non è in grande distribuzione; insomma è per pochi eletti. La si troverà al momento nei grandi ristoranti di lusso che si avvalgono di prodotti esclusivi. Ma come gustarla al meglio? Certamente devono essere appena aperte. Si consiglia di non spremervi il limone. L’agrume non disinfetta e al contrario cancella il sapori dell’ostrica. Infine si può anche bagnare il mollusco con un pizzico di salsina di scalogno e aceto, magari con del pane e burro.

Ostrica rosa pregiatissima del delta del Po ultima modifica: 2020-07-14T09:09:35+02:00 da simona aiuti
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