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Natale Calesella scolpisce la storia di Crespino

Natale Calesella

E’ stata inaugurata la mostra: “le sculture di Natale Calesella”, lo scorso 20 giugno presso Palazzo Celio a Rovigo. L’apertura al pubblico è stata presieduta dal Presidente della provincia di Rovigo Ivan Dall’Ara, dalla Presidente della Commissione alle Pari Opportunità Antonella Bertoli e dallo scultore stesso. L’esposizione si è conclusa negli scorsi giorni ed ora Natale Calesella ha deciso di regalare le sue opere d’arte alle istituzioni ed enti ritratti nelle sue sculture. Infatti nella giornata di mercoledì 8 luglio, lo scultore, in collaborazione con la Provincia di Rovigo, ha donato due terracotte al comune di Crespino. Le opere dello scultore alto polesano ritraggono scene inspirate alla storia sociale, civile e religiosa del Polesine. Le statue donate al comune di Crespino ritraggono due momenti culmine della storia crespinese ovvero l’Insurrezione Napoleonica e l‘arresto dei carbonari. Attualmente sono esposte nell’atrio del Palazzo comunale.

Natale Calesella

Natale Calesella è nato a Calto nel 1946, comune situato nella parte altopolesana della Provincia di Rovigo. A 30 anni si trasferisce a Castelmassa. Fin da giovane si appassiona all’arte, frequentando dapprima la Scuola d’arte di Castelmassa e successivamente il Liceo artistico di Bologna. Nel 1971 si laurea in Architettura presso l’ateneo di Venezia. Durante la carriera lavorativa ha insegnato presso l’istituto d’arte di Mantova e di Castelmassa. Solamente in periodi più recenti, iniziata la pensione, ha scoperto l’arte della creta, diventando così uno scultore a tutti gli effetti. Varie sono le mostre alla quale ha partecipato, non solo in Polesine, luogo di ispirazione per la raffigurazione artistica, ma anche all’estero. La tematica principale dell’ultima esposizione rappresentava due caratteristiche fondamentali della popolazione polesana, ovvero il lavoro e la libertà.

L’insurrezione napoleonica

Crespino nei secoli si è sempre distinta per la tenacia, il lavoro e l’esigenza di libertà dei suoi cittadini. Quest’ultima unita all’aumento delle tasse e all’imposizione del Codice Napoleonico, portò i crespinesi a ribellarsi contro l’imperatore del Regno d’Italia. Era il 20 ottobre 1805, giungevano il lontananza voci dell’arrivo degli austriaci e poco bastò per sollevare in massa la folla che speranzosa si diresse d’innanzi al palazzo della Pretura. Quei pochi attimi bastarono a far infuriare Napoleone che ben presto reagì. Per scoprire il seguito leggete l’articolo cliccando qui.

L'insurrezione Napoleonica

L’arresto dei carbonari

Nota come società segreta del XIX secolo, la Carboneria Polesana, si sviluppò a Crespino attraverso il Giudice di Pace Felice Foresti su indicazione di alcuni carbonari ferraresi. Le sedi principali nella provincia di Rovigo erano Crespino, Polesella e Fratta Polesine. L’organizzazione si basava su un documento noto come Costituzione Latina in cui vi erano le indicazioni per effettuare una rivolta armata contro il governo austriaco e guidare il Paese fino al ritorno dei francesi. Molti furono i crespinesi coinvolti e alcuni ricevettero la pena di morte. Tra coloro che si salvarono ricordo Vincenzo Carravieri la cui casa ubicata in Piazza Fetonte, è stata recentemente restaurata. Vincenzo Carravieri divenne la guida spirituale per la Libertà, partecipando attivamente anche alla nascita dell’Unità d’Italia. Per scoprire maggiori dettagli cliccate qui.

l'arresto dei Carbonari
Natale Calesella scolpisce la storia di Crespino ultima modifica: 2020-07-10T09:00:00+02:00 da Gianmaria Alberghini
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