CULTURA TRADIZIONI

I Balli nel Polesine, e il corteggiamento di una volta

i balli nel polesine - Corteggiamento in campagna

Un tempo, si ballava molto nelle feste contadine, ed erano occasioni in cui si mettevano in atto rituali di corteggiamento. Esistono tanti balli famosi al riguardo come “sete pasi”, ben noto ancora nel Polesine. Di origine tedesca, questo ballo era molto diffuso anche nell’Agordino fino all’ultima guerra.

I balli nel Polesine

I balli nel Polesine hanno fatto da collante, e “sete pasi” ha diverse varianti, con la caratteristica di essere una danza accompagnata da una canzone. Ancora più nota è la Polesana; una canzone che si balla, originaria del vento meridionale. E’ una danza che si fa in cerchi, la cui musica ha la struttura delle “villotte con lioleta”.

i balli nel Polesine - Polesine

Le villotte sono la più tipica forma di canto popolare veneto. Alle sei battute dei versi seguono le altre battute della “liolela”, una specie di ritornello composto di sillabe a imitazione strumentale. Nel Polesine esiste il “Sotis”, invece noto nell’Istria con il nome di “Cotis” al sud e con il nome di “Dopasi” al nord. Era una delle danze più amate richieste nelle feste a ballo, forse per questo è una delle poche che, assieme alla Manfrina, si possono vedere ancora oggi, nelle feste paesane dell’alto Agordino.

La manfrina tra i balli del Polesine

La manfrina era diffusa, con diverse varianti in tante varianti, tuttavia mantenendo all’interno dei canoni ritmici precisi. Diciamo che la creazione è lasciata sempre all’inventiva dei ballerini, che esibiscono le proprie abilità con gesti di corteggiamento. Spesso i due ragazzi mimano una lite, che finisce nel momento in cui ballando si avvicinano.

i balli nel Polesine - Fisarmonica

In passato era una delle danze più amate e richieste nelle feste e veniva eseguita da poche coppie. I danzatori si disponevano nel centro della sala, in modo che i presenti potessero ammirare la loro bravura. Tra gli strumenti ricorre il clarinetto, il flicorno e la fisarmonica, che evocano allegri momenti di festa per i raccolti. La manfrina è tra l’altro eseguita da quattro coppie in costumi locali tradizionali, e viene ballata in occasione di sagre, manifestazioni folkloristiche e matrimoni. Coinvolgente nel ritmo musicale, veniva un tempo utilizzata dai giovanotti intraprendenti alla ricerca di una bella “morosa”.

La morosa e il moroso

La manfrina è la più ampia famiglia di danze dell’Italia settentrionale e anche di parte dell’Italia centrale, come Toscana, Umbria, Marche e Sabina. Dai primi dell’Ottocento la maggior parte delle manfrine si compone di più parti coreografiche. V’è stato nel tempo un proliferare di varianti, quasi che ogni comunità tendesse a elaborarne una propria forma stilistica tradizionale.

I balli nel Polesine - uccellini Innamorati

Senza dubbio, la manfrina, è quindi priva di una precisa coreografia, ma composta di due momenti precisi divertenti e ritmici. Prima inizia con gesti e parole in cui la coppia mima rimproveri e liti, poi, finita la sceneggiata, torna ad abbracciarsi con la polka. Durante le serate di baldoria, si usava far ballare quelli che con la mimica risultavano più bravi, mentre la compagnia si godeva lo spettacolo. Molte canzoni sono nate da balli strumentali come La polesana, Tocheme caro, Furlana, che spesso erano formate da un collage di strofe senza nesso logico.

Teresina bàseme

Come dicevamo non erano canzoni vere e proprie, ma di versi con poco senso. Ricordiamo  “Teresina bàseme un pie, Teresina bàseme un pie, el Manfron l’è morto in guera dirindindèra dirindindèra,  el Manfron l’è morto in guera dirindindèra dirindindà”Spesso le canzoni avevano uno stile un po’ piccante e licenzioso, con giochi di parole, e assonanze.

i balli nel polesine - strumento musicale

Erano veri e propri mezzi inventati dai musicisti popolari, utili per ricordare la melodia e il ritmo dei balli. Sovente però,  in assenza di musicisti, nelle contrade, pur di ballare, ci si arrangiava con il canto, canti monostrofici spesso improvvisati. Il ballo “sète passi”, ovvero ballo a passo zoppicante, in Veneto, è diventato “Cori cori Bepi”, per l’inventiva popolare nel mimare la melodia del ballo.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi. La scrittura è parte di me; amo la letteratura, esplorare i mutamenti del costume, la storia, lo sport, e l’arte. Mi piace visitare i musei, le mostre. Sono affascinata dall’inconoscibile e curiosa del mondo.
I Balli nel Polesine, e il corteggiamento di una volta ultima modifica: 2019-07-16T09:00:51+01:00 da Simona Aiuti

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