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ARTE PERSONAGGI

Silvana Pampanini e le origini rodigine

Silvana Pampanini

Silvana Pampanini, era di origini polesane; tra l’altro nipote della talentuosa soprano Rosetta Pampanini, originaria di Corbola. Attrice cinematografica di successo, resta un’icona del Cinema in bianco e nero degli anni 50’, fedele alle sue origini rodigine.

Silvana Pampanini

La famiglia Pampanini, dalla provincia di Rovigo si trasferisce a Roma, dove nel 1925 nasce Silvana. Dopo aver frequentato l’Istituto Magistrale, s’iscrive al Conservatorio musicale di Santa Cecilia. Ancora studentessa, nel 1946 partecipa al concorso di Miss Italia, appena dopo la guerra.

Silvana Pampanini -dal film  Incantevole nemica

Non vince, ed è seconda, ma il pubblico rumoreggia così tanto che la giuria è costretta a cambiare il verdetto e dare un “ex aequo” clamoroso, con due reginette di bellezza! Silvana Pampanini entra subito nel mondo del Cinema dalla porta principale; con il padre come agente, e in pellicole dirette principalmente da Camillo Mastrocinque. La giovane miss diventa subito popolare; riuscendo con una manciata di film; a entrare nelle grazie del pubblico. La bella voce e le capacità canore, si sposano con un grande umorismo. Anche l’America la desidera, ma lei son se la sente di partire e resta quasi sempre in Patria.

Silvana Pampanini e Ninì Pampan

Possiamo dire che la sua carriera ebbe un solo grande momento d’oro; restando nonostante tutto nella memoria cinematografica, tanto da diventare una delle attrici con cui Almodovar avrebbe voluto lavorare. Simbolo di film come “47 morto che parla”, Silvana era la bellezza di quel decennio. La diressero miti come Steno, Mario Monicelli, Mario Soldati, Luigi Comencini, o Pietro Germi.

Silvana Pampanini - un primo piano della Pampanini

E così entrò nel mito dei grandi dell’epoca, sempre avvicinata a colleghi come Totò, Vittorio De Sica, Aldo Fabrizi, Walter Chiari, o Maurizio Arena. La Pampanini aveva tra l’altro un debole per la Francia; che la soprannominò affettuosamente Ninì Pampan. Nonostante le siano stati attribuiti tanti corteggiatori e flirt; Silvana ha sempre dichiarato di aver amato un solo uomo nella vita. Diceva d’aver avuto più proposte di matrimonio che mal di testa; fra principi arabi, grandi attori americani come Tyrone Power, William Holden, Orson Welles, ma rifiutati.

Montecarlo

Sembra che la Pampanini sia sempre rimasta fedele a un fidanzato del quale non rivelò mai l’identità; ma che aveva dieci anni più di lei e che morì improvvisamente. Il suo unico amore scomparve solo un mese prima del matrimonio; evento che la segnò per sempre. Tuttavia continuò a lavorare e dopo quel rutilante decennio di successi, si dedicò alla radio e alla televisione appena nata.

Silvana Pampanini - Silvana Pampanini E Totò

Ebbe anche un certo successo nel Latino America; imponendosi così in paesi di lingua spagnola. Resta molto nota una sua rubrica sul genere posta del cuore; nella quale aveva una fitta corrispondenza con i lettori in un periodico. Parallelamente alla carriera d’attrice, la Pampanini viene incoraggiata a cominciare una carriera di cantante; registrando alcune canzoni finite in 78 e 45 giri. L’addio definitivo alle scene avviene nel 1966, e da allora in poi, si dedica completamente ai genitori anziani e malati.

Bellezze in bicicletta

Silvana, resta accanto ai genitori a Montecarlo, dove aveva la residenza fino alla loro fine. Durante le sue sporadiche apparizioni televisive, racconta d’essere stata molto corteggiata da Totò; che per lei forse scrisse la mitica canzone, “Malafemmena”. Al riguardo c’è stata qualche smentita, e chissà resta il dubbio. Nel 1996 la Pampanini pubblica la sua autobiografia “Scandalosamente perbene”; in riferimento al suo grande rigore. Ironia della sorte, nel 1986, il Comune di Roma, le dedica una strada per un clamoroso errore. Invece, d’intitolare la strada alla zia soprano Rosetta Pampanini; la dedicano a lei.Nel 2003, diventa Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Ciampi. All’età di 90 anni, si spegne il 6 gennaio 2016 a Roma e va via in una bara bianca, che sembra abbia simboleggiato la sua illibatezza; fedele fino alla fine a quel grande amore perduto.

Fonte foto: Wikipedia- pubblico dominio

Silvana Pampanini e le origini rodigine ultima modifica: 2020-09-15T09:00:53+02:00 da simona aiuti
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