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CULTURA STORIA

Reitia, la dea madre antichissima pre romana

Reitia - Reitia Regale

Reitia era un’antica e importantissima divinità femminile venerata dalle antiche popolazioni venete. Definita con  “potnia Theron”, ovvero signora o dominatrice degli animali; era una dea molto venerata dagli antichi Veneti. Dobbiamo risalire a 3500 anni fa, in epoca pre-romana. Reitia, la Dea misericordiosa e benevola, del matriarcato, sopravvisse anche nel patriarcato.

Reitia

Reithia era sempre illustrata e scolpita in atteggiamenti benevoli e materni, spesso tra un lupo e un’anatra. Ella era matrona delle belve e delle creature più indifese. Ma era anche Dea della navigazione, e della guarigione. Se ne trova traccia nel vicentino, specialmente, ad Este e nel padovano. La femminilità paleoveneta influenzò persino i nomi delle cose.

REitia - Dea Madre nella notte

Ad esempio un piccolo corso d’acqua s’indicava al maschile; ma diventava femminile nel caso di un fiume. Questo accadeva pure per i villaggi e le città, o tra un picco e una montagna. Ciò che era femminile, nel matriarcato indicava qualcosa di più esteso o più importante. In epoca romana, il suo culto fu sostituito o associato a quello di Minerva. La sua rappresentazione potrebbe essere associata a figure femminili antropomorfe con arti superiori terminanti in protomi ornitomorfe o teste di equidi.

Reitia dea della fertilità

Queste raffigurazioni, sotto forma di oggetti votivi, sono di frequente ritrovati nei luoghi di culto e nei santuari. Un’altra rappresentazione la descrive con un velo sulla testa, circondata da animali, e con una chiave in mano. Dai ritrovamenti sul santuario del Monte Summano, sappiamo che era raffigurata in epoca tarda, seduta in trono con serpenti. Di fianco aveva un giovane compagno armato, che riuniva le figure di Ercole e Adone. Tracce di un luogo di culto a lei dedicato sono presso Este.

Reitia - immagine di Dea Velata

Il santuario, scoperto nel 1880, a seguito della costruzione di un canale idrico. I 14.000 reperti ivi trovati sono conservati al Museo archeologico nazionale di Este. Nel 1986-87 un nuovo scavo, finanziato dalla società tedesca “Deutsche Forschungsgemeinschaft”, recuperò 5.000 nuovi reperti databili tra il VII secolo a.C. ed il II-III secolo a.C. Altri templi erano collocati in un’area vastissima.

Museo archeologico nazionale di Este

In questi santuari era presente una classe sacerdotale, per lo più femminile. Reitia è figura molto citata ad esempio nell’opera di Andrea Zanzotto Filò, ma anche Il Galateo in Bosco. La si trova pure nei tre romanzi del ciclo degli Antichi Veneti di Federico Moro, come voce della Dea, La custode dei segreti, Il coraggio degli Antichi Veneti.

Reitia - Dea Con Velo che evoca la luce

Ella diventa figura centrale del pantheon antico-veneto e simbolo dell’eterno fluire del destino umano. Come dicevamo, ella era legata al culto delle nascite e della fertilità, a quello della salute e della guarigione, ai viaggi e al commercio e pure al viaggio dell’aldilà. In altre parole era Dea della crescita e della morte, pertanto una Dea Una e Trina. Venne anche rappresentata in figure femminili antropomorfe con zampe di uccello (tipo Arpia) o teste di cavallo. Questa raffigurazione, sotto forma di oggetti votivi, sono di frequente ritrovamento nei luoghi di culto.

Divinità veneta

La dea, incisa a sbalzo su una lamina circolare di bronzo che risale al quarto secolo a.c., coperta da un manto e con in mano un fiore che si schiude. Il reperto è in mostra nella basilica paleocristiana di Concordia Sagittaria (Venezia). Inoltre, il disco bronzeo di Reithia e’ stato rinvenuto in un pozzo santuario nel Veneziano, in localita’ Millepertiche di Musile di Piave; nel corso di una campagna di scavo del Gruppo Archeologico di Meolo. Si tratta del pezzo principale dell’ esposizione “La protostoria tra Sile e Tagliamento”, promossa dalla Soprintendenza Archeologica del Veneto e dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali, Architettonici, Archeologici, Artistici e Storici del Friuli Venezia Giulia.

ninfa - sacerdotessa che fa un rito

Lo scavo era featuring con le Province di Venezia e di Pordenone e il Comune di Concordia. Il santuario da cui proviene l’ immagine di Reithia era “un’ importante tappa votiva delle antiche comunità venete del territorio”.

Reitia, la dea madre antichissima pre romana ultima modifica: 2020-11-24T09:00:22+01:00 da simona aiuti

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