STORIA

Crespino entra in guerra 1915-1918

La Grande guerra

Mancano pochi mesi all’ingresso in guerra dell’Italia. I destini sono incerti come incerto è il futuro delle genti. Molta tensione si respira in paese sin dai primi giorni dell’anno. Le vicende a livello internazionale sono critiche. Ansia, paura, tensione, tristezza si comprende nelle parole dei politici crespinesi che si trovarono nel bel mezzo dello scoppio di un conflitto dalle dimensioni mondiali.

E’ il 10 febbraio 1915 quando il liberal-moderato di ispirazione giolittiana, Gaetano Gardellini, annuncia l’imminente ingresso nel conflitto.
Durante il consiglio comunale di quella sera Gardellini afferma:

In quest’ora tragica in cui le più grandi potenze cozzano violentemente i propri destini, in questo momento supremo in cui la Patria nostra è in vigile attesa e si prepara febbrilmente alla riscossa per la propria integrale unificazione… convinti di interpretare il sentimento vostro e dell’intera cittadinanza, io vi propongo che il nostro consiglio mandi un saluto di solidarietà ai combattenti italiani nelle Argonne.

Continuò dicendo:

COLLEGHI ! Io mi auguro che gli italiani rispondano con entusiasmo all’appello della Patria, se sarà costretta ad entrare nell’immane conflitto per la difesa dei suoi diritti. Mi auguro, che la nostra Crespino non venga meno alle tradizioni gloriose dei suoi antenati.

Dopo un tenebrante silenzio, scoppiò un caloroso applauso.

L’ingresso nel conflitto mondiale

Dieci mesi dopo l’inizio del conflitto mondiale, Antonio Salandra, presidente del Consiglio dei Ministri e del Regno d’Italia, dichiarò l’ingresso della nazione in data 24 maggio 1915.
Iniziata la guerra, il Consiglio comunale a Crespino costituì il “ Comitato per l’assistenza civile” per aiutare gli orfani, le famiglie in difficoltà e le vedove. Con grade intelligenza tutti i partiti politici iniziarono a collaborare per il bene del paese.

conflitto - Villa Toso

Villa Toso (Crespino) divenne colonia per gli orfani di guerra

Il cavalier Giuseppe Toso mise a disposizione la propria villa per ospitare i profughi delle terre invase. In villa Cavalieri venne allestito un ospedale militare che ebbe la massima efficienza soprattutto durante la battaglia di Caporetto. A Rovigo e in tutta la provincia, in quanto periferia di guerra, vennero istituiti ospedali di emergenza per far fronte ai tanti feriti che l’ingresso delle nuove armi, portò. Se già l’invenzione del carro armato, della mitragliatrice, dell’Iprite (gas tossico), portarono morte e distruzione, a queste si aggiunsero malattie come la Spagnola che in due mesi solo a Crespino uccise un centinaio di persone.

Un “viaggio” senza ritorno

La dodicesima battaglia dell’Isonzo meglio nota come battaglia di Caporetto vide la partenza di tutti i ragazzi del 1899 che all’epoca avevano appena diciotto anni. Le decisioni del generale Luigi Cadorna, favorevole all’attraversata dell’Isonzo portarono ad un devastante finale. Ben 13.000 morti, 30.000 feriti, 265.000 prigionieri, oltre un milione di profughi civili, gente che disperata dovette abbandonare la propria terra e i propri beni per dar sfogo ai desideri irrefrenabili di conquista della classe politica, pagati con il sangue dei civili.

conflitto - I ragazzi del 1899

I ragazzi del 1899 dovettero partire per aiutare le truppe italiane nella “dodicesima battaglia dell’Isonzo”

Il sindaco Giuseppe Marzolla il 23 dicembre 1918, annunciò la vittoria dell’Italia.
Il discorso edulcorato da vane esaltazioni in un contesto di estrema desolazione, sancì il tramonto di un’amministrazione liberal-moderata che nell’odio e nella desolazione della guerra capì di aver fallito.
L’ultimo consiglio comunale del sindaco Giuseppe Marzolla (23 luglio 1919) si concluse con la deliberazione della costruzione in piazza Fetonte di un grande monumento in onore dei caduti per la Patria. Il monumento per via dell’esoso costo non venne mai costruito.

Gianmaria Alberghini

Autore: Gianmaria Alberghini

Crespinese, studente, affascinato dalla storia e dall’arte.
Attivo nelle associazioni di promozione culturale e territoriale crespinesi.
Ho fatto del volontariato uno stile di vita!!!

Crespino entra in guerra 1915-1918 ultima modifica: 2019-05-18T09:21:01+02:00 da Gianmaria Alberghini

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