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La Madonna del Consiglio e i Padri Cappuccini

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Oggi vi conduco alla scoperta della storia della manifattura dedicata alla Madonna del Consiglio, custodita nella Chiesa arcipretale di Crespino.
Il tutto cominciò il 9 luglio 1723 quando l’arcivescovo di Ravenna concesse ai frati Cappuccini di Lugo di Romagna, di costruire un convento a Crespino.
Il conte Migliorini, proprietario terriero crespinese, concesse l’utilizzo del suo oratorio e permise la costruzione di un piccolo convento nei pressi del borgo Sant’Antonio. I padri Cappuccini colsero l’occasione e dopo pochi giorni, il 25 luglio del 1723 inaugurarono il convento alla presenza del conte, del parroco, dell’arcivescovo di Ravenna, di alcune confraternite e della popolazione.

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Chiesa dedicata a Sant’Antonio

Un nuovo convento

Il convento però parve piccolo e allora i frati si recarono dal marchese Onofrio Bevilacqua il quale donò loro un terreno più vasto.
Iniziò così la costruzione del nuovo convento. La prima pietra venne posata il 25 luglio 1725 ma i Padri Cappuccini potettero trasferirsi solamente nel 1933.
Dopo circa un anno dall’inizio dei lavori, la chiesa venne ultimata e intitolata a sant’Anna.
Il complesso edilizio sorse vicino al centro di Crespino, nella via che oggi prende il nome di Cappuccini.

Com’era la chiesa dei Cappuccini

Attraverso un progetto del 1811 ci è possibile conoscere come fosse la chiesa. Complessivamente era lunga 26 metri e larga 18 metri. La facciata era a tre porte e una volta entrati, ci si trovavano dinnanzi tre navate maestose, ognuna delle quali era formata da tre arcate.
Nell’abside sorgeva l’altare maggiore che era rivestito da una struttura in legno ricoperta di argento. Alla destra dell’altare maggiore si trovava l’altare della Madonna del Consiglio. In quest’ultimo era presente una manifattura, di epoca incerta, in seta policroma.

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Oratorio dei frati Cappuccini

Lotta per la conquista dei fedeli

La tradizione volle che tutte le donne incinte e le madri, si recassero giornalmente a pregare nella chiesa di S. Anna. Ciò determinò una diminuzione degli afflussi nella chiesa arcipretale. Questo causò anche un minor ingresso economico che condusse il parroco ad entrare in contrasto con i Padri Cappuccini.
Il sacerdote ormai stanco della situazione, nel 1733 dichiarò le dimissioni.

Tra l’oratorio e il convento vi era la chiesa e sotto la navata centrale venivano sepolte le salme di alcuni frati, sacerdoti e fedeli.

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Spazio dove sorgeva la chiesa dei Cappuccini

Il parroco, Brunelli, inizialmente cercò di aiutare il convento con ogni mezzo a sua disposizione, donando cibo e legna ma successivamente il “dente si avvelenò”.
Mons. Brunelli in una lettera scrisse:

Siccome essi vanno dicendo che nella loro chiesa nessuno ci comanda, e che non vogliono né possono lasciarvisi pregiudicare, così mi pare che debba correre la stessa massima per il parrocco e nella chiesa parrocchiale

Ciò avvenne in seguito all’istituzione della benedizione delle perpetue, che avveniva dinnanzi all’altare della Madonna del Consiglio, le quali iniziarono a portare con loro anche i mariti.
La chiesa dei santi Martino e Severo era ormai spopolata!

La soppressione del convento

Con l’arrivo di Napoleone i conventi furono soppressi e passarono sotto la proprietà del demanio. I Padri cappuccini dovettero così abbandonare il territorio.
La manifattura della Madonna del Consiglio, passata al demanio, fu portata a Milano, dove si persero le tracce.
Il parroco Pietro Colla dopo una minuziosa ricerca, riuscì a ritrovare il quadro di finissima manifattura in seta policroma.

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Altare della Madonna del Consiglio

Con un’importantissima processione il 20 ottobre 1810, il quadro venne riportato a Crespino e posto nella chiesa Arcipretale.

Gianmaria Alberghini

Autore: Gianmaria Alberghini

Crespinese, studente, affascinato dalla storia e dall’arte.
Attivo nelle associazioni di promozione culturale e territoriale crespinesi.
Ho fatto del volontariato uno stile di vita!!!

La Madonna del Consiglio e i Padri Cappuccini ultima modifica: 2019-02-21T10:00:58+02:00 da Gianmaria Alberghini

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