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Lusia dalle origini romane alla rinascita dopo la guerra

Lusia - base del Campanile della località di Lusia

Lusia si trova in provincia di Rovigo, e precisamente si trova nella parte medio-occidentale del Polesine. A nord Lusia è divisa dal Veneto dal fiume Adige.

Lusia

Lusia prende il suo nome dalla Gens Luxia; strettamente imparentata con il console Caio Mario. La figlia Maria Terzia, visse proprio nei possedimenti di famiglia nell’odierna Lusia. Parliamo di territori spettanti ai veterani; e quindi anche da Mario, che qui fece sorgere fiorenti fattorie. I ritrovamenti archeologici confermano appunto; che il territorio fosse già colonizzato in età romana i cui insediamenti sono ricordati nel gonfalone; conferito alla cittadina polesana nel 1953.

lusia - Busto Donna Romana

Vi si raffigura l’ossuario dei resti di Quinto Bebio Cardilliaco, marito di Maria Terzia. Inoltre, La tradizione vuole che l’antico castello dei Morosini; sorgesse sui resti di un edificio romano, forse proprio la villa di Maria Terza. Tuttavia, dopo la caduta dell’Impero Romano, il territorio subì molte invasioni barbariche con la dominazione dei Longobardi. In seguito, nel 1305 Lusia fu riconquistata da Francesco D’Este. Successivamente, Venezia diventa padrona del territorio; dominando gli sbocchi dell’Adige e del Po.

Lusia e le origini romane

La Serenissima di fatto comanderà tutto il commercio fluviale del Veneto. Verso il 1400 giunge a Lusia da Costantinopoli, una colonna annodata a quattro fusti; con capitelli figurati, che ancora oggi si può ammirare sulla piazza della Chiesa Parrocchiale. I Veneziani l’avevano riportata da oriente; tuttavia la barca si arenò alle foci dell’Adige. Le colonne quindi sprofondarono.

lusia - foto della Torre Morosini

Giunta a Lusia, la colonna che si era salvata, era stata sormontata da una statuetta che la tradizione popolare identifica con San Vito; e posta davanti al castello. La colonna è alta circa 3,50 metri, e in origine era sormontata da due leoncini in granito. I fregi nel 1882 furono asportati dagli eredi della contessa E. Morosini Gattembur. Durante il periodo della Repubblica di Venezia; nel Polesine sorsero numerosi castelli e molti paesi assunsero il nome dei nobiluomini veneti che vi s’insediarono come Boara Pisani, Pettorazza Grimani, o Cà Morosini.

Caio Mario

Lusia, fiera, mantenne la sua originaria denominazione romana. A Lusia, nei primi anni del 1600, s’instaurarono i Morosini che trasformarono il castello in una lussuosa villa protetta da solide mura lungo le quali si ergevano i colombai. Uno di questi è restaurato e adibito ad abitazione privata, e si può ammirare ancora oggi. I Morosini, patrizi veneti, appartenevano al gruppo delle sedici famiglie Tribunizie; e diedero alla Repubblica di Venezia ben quattro dogi. I nobili Zeno, illustre famiglia veneziana, invece si stabilirono nell’odierna frazione di Cà Zen.

lusia - la foce del fiume Adige

In concomitanza alla ristrutturazione del Castello Morosini iniziava la costruzione, lungo l’argine; della chiesa arcipretale di Lusia legata alla venerazione dei Santi Vito e Modesto. Nel 1663 fu eretto un campanile alto 62 metri. Poco fuori di Lusia e precisamente a Cavazzana sorse o forse fu ripristinato l’oratorio dedicato a Santa Lucia; vicino al quale pare esistesse un convento dei frati cappuccini.

Maria Terzia

Esso custodisce, ancora oggi, un altare di legno dipinto e dorato; e ospita una statua lignea della Santa del 1600. Sorge, inoltre a Cavazzana l’antichissima parrocchiale dedicata a San Lorenzo martire; riedificata nel 1796 e modificata nel 1859, all’interno della quale si trova un coro in noce e un pulpito di legno dipinto con pannelli lignei scolpiti a bassorilievo, rappresentanti episodi della vita di Gesù. Graziosa Lusia, con il suo piccolo centro urbano era a ridosso del fiume Adige; con la chiesa arcipretale e la villa Morosini. Tuttavia, il 20 aprile 1945 alle ore 11, 30; un bombardamento la distrusse. L’ingente opera di ricostruzione vede risorgere Lusia a circa 300 metri dall’Adige, con la sua nuova chiesa inaugurata nel 1958. Lusia è ora testimonianza di tanto lavoro e sacrificio dei lusiani; che affrontarono i locali per rivedere sorgere una nuova Lusia, simboleggiata nelle raffigurazione dell’Araba Fenice attribuita al suo gonfalone.

Lusia dalle origini romane alla rinascita dopo la guerra ultima modifica: 2020-10-20T09:00:38+02:00 da simona aiuti
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