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ARTE STORIA

Lucrezia Borgia e il Polesine, tra pittura e fede

Lucrezia Borgia e il Polesine - Lucrezia Borgia

Lucrezia Borgia e il Polesine? Cosa li lega? Direi una storia abbastanza affascinante a metà strada tra la leggenda, e un fenomeno di costume interessante. Lo studio e la ricerca delle vicende di quel preciso momento storico in cui visse la figlia della donna d’affari Vannozza Cattanei; Papa Alessandro VI Borgia, e intrighi di palazzo, svela risvolti inediti. Orbene, la partenza di Lucrezia da Roma verso il nord Italia, in cui andava sposa, fu celebratissima, ed ancor più il suo arrivo in Ferrara.

Lucrezia Borgia e il Polesine

Dopo tutto ella era la bellissima figlia del Papa. In realtà Lucrezia era molto meno torbida, rispetto a quanto sia stata descritta dalla storia ingenerosa. Ciò si evince dalla sua condotta morale pressoché impeccabile, una volta giunta a Ferrara.

Lucrezia Borgia e il Polesine - Beata Beatrice Ii D'este con il volto di Lucrezia Borgia
dipinto della beata Beatrice II, con il volto di Lucrezia Borgia

Nondimeno, la bionda Lucrezia, si dimostrò colta, religiosa, capace di molte opere di carità e si fece amare. Tra gli Estensi, Lucrezia ebbe anche un grande trasporto emotivo per l’arte, e come moglie fedele nella splendida corte Estense, sostenne anche molti artisti. Ricordiamo ad esempio il Bembo, di cui resta traccia in una serie di lettere. In molti, con indulgenza, la ricordano madre spesso gravida, scomparsa a soli quarant’anni, consumata dagli aborti e dai parti, e musa ispiratrice di Ferrara. Eppure la sorella del terribile “Valentino”, come era detto Cesare Borgia, oscuro, crudele e spregiudicato, ha sempre mantenuto la sua natura effervescente ed incontenibile. Ella si concesse spesso alla pittura, lasciandosi ritrarre.

Lucrezia Borgia e il Polesine il Monastero di Sant’Antonio in Polesine a Ferrara

Divenne davvero spesso una musa, con tanto di seno al vento, infiorettata ed inghirlandata, alla foggia degli antichi Greci. La versatile Lucrezia amava comparire in varie fogge, tra sacro e profano, ad il suo pittore Batolomeo Veneto; certamente ben pagato, avrà eseguito gli ordini. Accanto ai dipinti ufficiali, Ce n’è uno in cui la Borgia presta il volto, tanto lodato per bellezza, ad una beata della famiglia Estense.

Lucrezia Borgia e il Polesine - il Monastero

Al riguardo, le monache del Monastero di Sant’Antonio in Polesine a Ferrara, quello fondato da Beata Beatrice II, custodiscono proprio questo dipinto. La beata ha il volto di Lucrezia, ma con i capelli castani. Le suore hanno appunto un quadro quasi identico a quello di Borgia versione Beatrice II. Orbene, come dicevamo, il ritratto conservato dalle monache si trova anche nell’opera del Mostardi “Beatrice II Estense”. La figlia del Papa, a un certo punto della vita iniziò anche a indossare un cilicio.

Beatrice II D’Este

Nondimeno, condusse una vita religiosa impeccabile, probabilmente non prestò il volto al dipinto per mera vanità. Con le sue opere di carità, attingendo alle sue risorse personali, fedele e complice con il marito, aveva ampiamente smentito le menzogne sulla sua reputazione. Quando prematuramente Lucrezia morì, il marito, sinceramente addolorato, rimase a lungo al capezzale della moglie, inconsolabile e disperato. Tornando al dipinto della beata, una copia settecentesca si conserva appunto in Sant’Antonio in Polesine; testimonierebbe la provenienza dell’originale da quel luogo. Un altro documento di tale spiritualità è la tavola di Dosso Dossi della National Gallery di Washington che raffigura santa Lucrezia di Mérida, voluta da Lucrezia come opera di devozione privata. Una devozione che le consente infine di affrontare con serenità la morte, il 24 giugno 1519, come dimostra la lettera da lei inviata a papa Leone X due giorni prima di morire.

Fonte foto – Wikipedia – pubblico dominio

Lucrezia Borgia e il Polesine, tra pittura e fede ultima modifica: 2020-05-05T09:00:53+02:00 da Simona Aiuti
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