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Lo scialle delle venete, un capo antico e senza tempo

Lo scialle delle venete - dettaglio di Scialle Con Molte Frange lunghe

Lo scialle delle venete sia nobili, sia quelle del popolo, non hanno mai rinunciato ad una certa femminilità, espressa in molti ambiti; come l’andare a messa, o al lavoro, ma riparandosi con bellissimi e caldi o vezzosi sciali. Le donne venete hanno sempre avuto un modo particolare di esprimere la propria femminilità. Sono sempre state note per essere argute, decise, con la battuta pronta, e consapevoli del proprio essere piuttosto emancipate. A Venezia queste caratteristiche venivano definite con il termine “ morbin”.

Lo scialle delle venete

Nelle campagne, nei campi, tra i canali e la nebbiosa umidità, lo scialle, ha sempre riparato le donne venete lavoratrici e non solo. Non solo nel Polesine, ma in tutto il Veneto, questo modo d’essere belle, coperte e anche vezzose, ha sempre avuto un tocco di originalità e un commercio importante.

Lo scialle delle venete - Scialle Con Frange messo steso

Ricordiamo che nel 1761 fu concessa a un certo Giovanni Zivaglio; la licenza di “fabbricare fazzoletti come si usano nelle Indie e portati anche dalle donne dello Scià di Persia”. Questo comune e diffusissimo “fazzoletto”, si definiva comunemente “zendado, o zendàle”. Si trattava quindi di un grande scialle con lunghe frange. Poteva essere di seta per le donne ricche, oppure di pizzo. Tuttavia, le contadine non ci rinunciavano, ma lo avevano di lana colorata, e spesso ricamato. Le popolane quotidianamente indossavano lo scialle per coprirsi le spalle. Lo portavano aperto, solo appoggiato sulle spalle.

Lo scialle delle venete e lo zendalo o zendale

Sia le ricche, sia le popolane, in inverno si avvolgevano nello scialle, che poteva coprire la testa, per via del freddo e della pioggia. Le giovinette erano solite civettare un po’ per cercare d’attrarre e incoraggiare un potenziale “moroso”. Esisteva un gioco delle parti, una cerimonia di corteggiamento, e il giovane avvicinandosi, osava afferrare un lembo dello scialle.

Lo scialle delle venete -  Scialle Antico in seta
fonte foto – Wikipedia- pubblico dominio

Il ragazzo faceva un po’ di “moine”, facendo volare quel lembo di scialle, che andava a posarsi sulla sua spalla. Ovviamente il gioco serviva a far impigliare un po’ di frange sui bottoni della giacca del giovanotto. Da qui deriva il termine: attaccare bottone (tacàr botòn). A testimonianza dell’importanza di quello che era il soprabito o il cappotto femminile dell’epoca, ricordiamo che c’era un rigoglioso commercio. Orbene, dal 1848, quando venne proclamato il lutto per i caduti della lotta di liberazione, lo scialle delle donne diventò rigorosamente nero in segno di lutto.

Attaccar bottone

Solo tempo dopo, lo scialle, che oggi potremmo definire un grande foulard, tornò ad essere da Scià di Persia. Relativamente all’abbigliamento della donna veneta, ricordiamo ad esempio, la nostra famosa Dea Reithia. Ella rappresentava l’antica società matriarcale, in cui la donna aveva una posizione di assoluto primo piano nella società.

Lo scialle delle venete - Scialle Vintage di donna anziana

La Dea Reithia indossa sempre un bell’abito lavorato, probabilmente di colori vivaci; composto da gonna a campana, con grembiule legato in vita. Non mancava il mantello, usato come velo sulla testa o sulle spalle, che sarà poi sempre una costante del costume delle nostre donne fino alla fine dell’800 e anche oltre. Come sapete i Veneti, per gran parte degli studiosi europei, provenivano dall’area baltica (nord est d’Europa); e possiamo anche trovare qualche riferimento nell’abbigliamento dei popoli protostorici che s’affacciavano su quel mare. Ad esempio le antiche donne finlandesi portavano delle vesti molto simili a quelle delle venete.

Lo scialle delle venete, un capo antico e senza tempo ultima modifica: 2020-11-03T09:00:22+01:00 da simona aiuti
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