CULTURA STORIE

Le mondine, dal riso al mito, ricordandole

Le mondine - film Riso Amaro

Le mondine dopo aver tanto lavorato in condizioni non semplici, infine sono “scomparse”, inghiottite dalla leggenda, ma finché le ricorderemo, esisteranno! Le file di mondine che stavano nell’acqua fino alle cosce, nelle risaie chinate al loro lavoro, si facevano forza con il canto.

Le mondine

Le mondine sono davvero entrate nel mito e anche il cinema le ha raccontate. Queste donne avevano il compito di estirpare le erbe infestanti, e di espiantare e ripiantare le piantine di riso. Poi come spesso accade, i diserbanti e le macchine hanno sopperito a questo duro lavoro.

le mondine - Mondine in posa per la foto

In tante zone del nord Italia, compreso il Polesine, tante donne andavano a lavorare in risaia per intere stagioni. L’orario di lavoro all’epoca era molto lungo e stare sotto il sole, benché munite di cappello, era comunque faticoso. Nelle risaie si stava per circa quaranta giorni e le lavoratrici dormivano in grandi capannoni, che non erano muniti di tante comodità. Anche se si trattava di un lavoro quasi esclusivamente femminile, era estremamente faticoso, ma per mangiare si accettava un salario misero. Stare in acqua era malsano, per via della malaria sempre in agguato, e le erbacce che tagliavano le mani.

I canti delle risaie

I diritti delle lavoratrici non erano molto riconosciuti, anzi, si doveva sottostare a “caporali” poco malleabili. La vita delle mondine era percepita da loro stesse come quella dei soldati in caserma; tutte insieme, con un rancio, e l’obbedienza dovuta al padrone. Dura era stare lontano da casa, e la nostalgia, per gli affetti era tanta.

le mondine - Donne al lavoro

Si svilupparono tra le mondine movimenti di ribellione, e nacquero numerose leghe per lo scontento serpeggiante. Nonostante le difficoltà, quelle donne cercavano l’emancipazione e combattevano con le poche armi che avevano, per conquistarsi dei diritti essenziali. Senza dubbio, le mondine e la loro vita da lavoratrici che portavano il pane a casa, spesso lasciando dei figli piccoli, costituirono un fenomeno sociale. Ma quale arma avevano queste donne? Il baluardo delle mondine era il canto, e la musica in generale che scandiva tutta la giornata. Le lavoratrici sopportavano la fatica ritmandola.

Le mondine e i caporali delle risaie

I canti intonati in coro venivano eseguiti anche andando al lavoro o nelle poche ore di svago. Alcuni cori erano persistenti, ed erano di protesta per il poco vitto, gli orari pesanti e la paga scarsa. Si cantava cantilenando l’amore lontano, e il focolare. Le mondine cantavano quindi non solo per i diritti da rivendicare, ma intonavano canti politici, divertenti o anche una compagna caduta ammalata.

le mondine - Mangano

A volte si litigava cantando, poiché potevano nascere rivalità e litigi tra gruppi di lavoratrici, che duellavano con le strofe. Ogni canto veniva trasformato al momento, innestandovi allusioni talvolta sferzanti e irridenti al contesto legato ai cantori. All’epoca s’intonavano strofe quattrocentesche, fino ad arrivare ad altri della metà del Novecento, dei quali si conosce persino l’autore. Le lavoratrici mescolavano vari canti; ciò che importava era la musica. Tanti sono stati gli scrittori che hanno intinto il pennino nell’inchiostro drammatico dell’epopea delle risaie.

Riso amaro

La letteratura intrisa di sentimenti, di fatica e dolore si è mescolata alla scrittura di Gadda e Vassalli, così come alla Marchesa Colombi; fortunata scrittrice popolare. Ricordiamo Renata Viganò, ma ce ne sono tanti altri. Famoso poi più di tutti il film neorealista di De Santis, Riso amaro del 1949, con una splendida Silvana Mangano. Ricordiamo anche il film La risaia del 1956 di Matarazzo. Emerge tanta miseria di un’Italia povera, piena di speranze e di voglia di rivalsa. Eppure tra quei capannoni dove piangevano e cantavano le mondine, c’era anche la voglia di inseguire un sogno che somigliava a una chimera.

Fonte foto -Twitter-Pinterest

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi. La scrittura è parte di me; amo la letteratura, esplorare i mutamenti del costume, la storia, lo sport, e l’arte. Mi piace visitare i musei, le mostre. Sono affascinata dall’inconoscibile e curiosa del mondo.
Le mondine, dal riso al mito, ricordandole ultima modifica: 2019-10-29T09:27:18+01:00 da Simona Aiuti

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