ARTE LO SAPEVI CHE

La Pasqua nell’arte

Gesù è risorto

Crespino è un comune ricco di opere d’arte grazie alla famiglia Turchi che dal 1158 al 1657 amministrò il paese. L’ultima erede della famiglia Turchi, ovvero Virginia, si sposò con il nobile Maccastona Bevilacqua cedendo al marito e ai figli tutta l’eredità.
Poco prima di morire, Virginia si accorse che i figli volevano vendere tutti i beni e così decise di diseredarli e di cedere l’eredità alla Chiesa.

I Turchi come i Bevilacqua commissionavano pale d’altare ai più grandi artisti italiani dell’epoca  come: Benvenuto Tisi da Garofalo, Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, Cesare Gennari, Ippolito Scarsella, Gaetano Gandolfi e molti altri.
 

La Crocifissione

La pala d’altare realizzato dall’artista Gaetano Gandolfi, è un olio su tela delle dimensioni di 2.4m per 1.35m.
Come è possibile notare, nel dipinto compare un’assomiglianza alle opere di Giambattista Tiepolo in quanto Gandolfi per un piccolo periodo durante il soggiorno veneziano, fu  alunno del Tiepolo.
Nella pala d’alare, posizionata in chiesa arciprete dei Santi Martino e Severo a Crespino, si nota il Cristo in Croce con a fianco la Vergine, San Rocco, il soldato Longino e Maddalena.
L’opera è stata restaurata nel 1967 e nel 1971 è stata esposta a Palazzo Diamanti a Ferrara per la mostra legata al ‘700 ferrarese.

Gaetano Gandolfi e il ‘700 ferrarese

La crocifissione di Gaetano Gandolfi

Riporto qui sotto la descrizione del quadro a cura di Don Mario Qualdi.

 La figura levigata di Cristo;
il dolore composto di Maria trafuso nei delicati lineamenti del volto, che appare da una piega dell’ampio mantello azzurro che tutta la ricopre;
l’umanità piegata che supplica Cristo nella figura di San Rocco;
la violenza che disarma nel soldato Longino ed infine,

il volto della Maddalena che si trasfigura nel crepuscolo;
fanno di questo dipinto un capolavoro dell’artista.

Chi è Gaetano Gandolfi?

Nacque nel 1734 in una famiglia di artisti. Studiò all’accademia Clementina di Bologna dove imparò a dipingere e a scolpire. Nel 1760 trascorse un anno a Venezia dove venne influenzato da artisti veneti tra cui il Tiepolo. Non sentendosi realizzato si trasferì in Inghilterra dove gli furono commissionate molte pale che ad oggi sono esposte nel museo di Louvre a Parigi e nel Metropolitan Museum of Art di New York. Tornato in Italia, si dedicò a pale d’altare presso le chiese locali. Morì a Bologna nel 1802.

La Pietà

La Pietà è un’opera di ambito veneto-cretese del 1604. L’artista è incerto anche se dallo stile pittorico alcuni critici d’arte hanno associato l’opera al noto artista El Greco e a Van Djck. Come sotto potrete notare la somiglianza, El Greco raffigurava il Cristo defunto di colore verdognolo con riflessi nero pece. La figura di Gesù risulta essere molto simile a quella solitamente ritratta dall’artista. 

La Pietà, autore incerto

La Pietà (Crespino) ambito Veneto-cretese

somiglianze stilistiche

Cristo in croce di El Greco

L’opera è un olio su tela delle dimensioni di 1.42m per 1.12m ed è stata restaurata nel 1977.
Ad oggi è uno dei dipinti più interessanti che si conservi.
Il corpo di Cristo si adagia nel grembo della madre ricoperta come Maddalena da drappi monumentali.
Il volto di Maria ci trasmette il dolore, lo sguardo è senza meta mentre il corpo contrasta con il tronco che si erge alle spalle. Nell’opera appaiono alcuni rametti di glicine che nella simbologia raffigurano la speranza di una nuova vita.

Gianmaria Alberghini

Autore: Gianmaria Alberghini

Crespinese, studente, affascinato dalla storia e dall’arte.
Attivo nelle associazioni di promozione culturale e territoriale crespinesi.
Ho fatto del volontariato uno stile di vita!!!

La Pasqua nell’arte ultima modifica: 2019-04-19T17:05:01+02:00 da Gianmaria Alberghini

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