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La Confraternita del S. Rosario e le competizioni coniugali

La Confraternita del S.Rosario

Lo scorso venerdì abbiamo iniziato a parlare delle confraternite e di come queste si siano sviluppate nel territorio polesano. A partire dal 19 giugno 1598 quando il dominio della famiglia estense passò sotto il controllo papale queste associazioni iniziarono a radicarsi nel Polesine. Come avevamo introdotto solo nel territorio crespinese se ne contavano una decina. La più antica e popolare è la Confraternita del Santissimo Sacramento ma ve ne erano anche di minori come quella del S. Rosario.

La Confraternita del S. Rosario

La prima Confraternita del S. Rosario, sviluppatasi a Lierna (Lombardia) è stata approvata dal Cardinale Alessandro Nanni Malatesta, nel 1476, per volere di Papa Sisto IV. Lo scopo della congregazione era quello di incontrarsi al fine di recitare il Rosario. Non è ben nota l’origine di tale associazione nel territorio crespinese ma è risaputo che inizialmente si associò alla confraternita del SS. Sacramento. Solamente nel 1635 l’unione di fedeli raggiunse una propria autonomia depositando in Comune uno Statuto di 12 articoli. All’inizio, come da regolamento, la congregazione era frequentata da uomini e solamente nel 1750 si istituì il suffragio anche per le donne. A capo della Confraternita vi era un priore, democraticamente eletto, affiancato da due consiglieri. Il direttivo però non aveva potere amministrativo in quanto le decisioni dovevano ricevere il consenso dei fedeli. Nella chiesa arcipretale, tale Confraternita aveva un altare dedicato che oggigiorno corrisponde alla nicchia con il dipinto di Benvenuto Tisi da Garofalo. Alla base del quadro, di notevole valore storico, si trovano alcuni volti lignei che rappresentano i nobili crespinesi e alcuni membri della congregazione.

La Madonna con il bambino di Benvenuto Tisi

Divergenze interne

Ad interrompere la quiete fu la fondazione del monastero dei Padri Cappuccini, avvenuta nel 1721. I mariti si sentirono sopraffatti dalle loro mogli che iniziarono a radunarsi nella chiesa dei Padri per venerare la Madonna. Infatti nel monastero i frati crearono un’altare dedicato a Maria e questo attirava l’attenzione delle madri che lo preferivano a quello della chiesa arcipretale, frequentato dai mariti. Iniziarono così le competizioni coniugali, da una parte le mogli incentivate dai frati a venerare l’altare del monastero e dall’altra i mariti che incoraggiati dal parroco si radunavano nella chiesa dei Santi Martino e Severo. A risolvere la disputa fu Napoleone che “ben pensò” di far sopprimere il convento nel 1809.

Manifattura raffigurante la Madonna del Consiglio

Tracce eterne

Nonostante la chiusura e demolizione del Convento, rimane ancora qualche traccia di quegli 88 anni di storia. Nell’oratorio dei Frati Cappuccini (ancora integro) sono sepolte due donne che si distinsero per la venerazione dedicata a tale altare. Sulla porta si può osservare una lapide marmorea dedicata a Laura Lando (1768) e Veronica Franchi (1767).
Nonostante il monastero fosse stato demolito, si riuscì a recuperare la manifattura dell’altare, raffigurante la Madonna del Consiglio, e con una processione solenne, il 20 ottobre del 1810 venne trasferita nella chiesa arcipretale. Nel 1910, centenario della solenne processione, folle di pellegrini provenienti dai paesi limitrofi riempirono piazza Fetonte per ben otto giorni in cui venerarono la Madonna.

La Confraternita del S. Rosario e le competizioni coniugali ultima modifica: 2020-01-17T09:00:00+01:00 da Gianmaria Alberghini

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