I CRESPINESI RACCONTANO CRESPINO

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LO SAPEVI CHE PERSONAGGI

La Carboneria in Polesine

le vendite dei carbonari

La Carboneria era una società segreta che sorse nell’ottocento. I carbonari veneravano Cristo e ne utilizzavano i simboli. La corona di spine era l’emblema del coraggio, la croce era l’emblema della morte mentre i chiodi erano l’emblema del dolore.
I Carbonari, affiliandosi alla setta, sapevano di rischiare la morte in quanto gli ideali di libertà potevano essere realizzati solo attraverso cospirazioni.  Se si veniva arrestati la polizia tramite la tortura cercava di conoscere i nomi degli affiliati.
I carbonari del regno Lombardo-Veneto, con l’aiuto della Francia e del Piemonte, ambivano ad ottenere l’indipendenza dagli austriaci per proclamare il Regno d’Italia.

La Carboneria sorse a Crespino e nel Polesine per volere di Felice Foresti.

Chi era Felice Foresti?

Felice Foresti nacque a Conselice, in provincia di Ravenna, nel 1789, si laureò in legge a Bologna nel 1809 ed arrivò a Crespino nel 1811 dove svolse il ruolo di Giudice di Pace. Da quanto è noto era un uomo sospetto e diffidente agli occhi delle persone ma autorevole, religioso  e diligente per le autorità del governo pontificio.
In seguito all’arrivo degli austriaci, per non perdere la carica, prese le difese del nuovo governo e addirittura denunciò la setta segreta ferrarese dei Concistorali (organizzazione guidata dal cardinale Consalvi il quale voleva eliminare il dominio austriaco negli ex territori pontifici).

Giudice di Pace

Il padre della Carboneria polesana

Il Foresti nel 1813 ricevette l’incarico dagli esponenti della carboneria ferrarese (Colera e Tomasi) di fondare una setta segreta a Rovigo. Data la fiducia che gli austriaci ponevano nella sua figura e certo che nessuno avrebbe mai sospettato di lui, accettò senza indugio. Verso la fine del 1818, il Foresti aveva già fondato la Carboneria polesana con sede a Crespino, Polesella e Fratta Polesine ed aveva inoltre contribuito per la costituzione della Carboneria nel padovano e a Dogado (Venezia).

I luoghi delle adunanze

Gli incontri tra i carbonari si svolgevano nei momenti di festa, quando il paese pullulava di persone.
A Crespino erano soliti radunarsi il 2 agosto in quanto si celebrava la festa del Bestiame.
Il 02 agosto del 1817 in casa Foresti si adunarono 15-16 persone pronte ad entrare nella setta segreta.
Ognuno di loro doveva dichiarare giuramento di fedeltà al Foresti, promettendo l’osservanza inviolabile dei regolamenti. In seguito i futuri carbonari si inginocchiavano d’innanzi al Foresti e con in mano la loro dichiarazione, ricevevano tre colpi sulla testa.
A Fratta Polesine erano soliti incontrarsi l’11 novembre durante le celebrazioni in memoria di San Martino.
Gli altri luoghi soliti al raduno erano la locanda Ponzetti a Rovigo, la casa di Francesco Cecchetti a Buso e la casa di Rinaldi a Canalnovo.

Felice Foresti e la Carboneria

La casa della Carboneria a Crespino

L’adunanza dell’ottobre 1817 a Ferrara

In un oratorio soppresso al culto, in una notte dell’ottobre 1817 si svolse una vendita carbonara (riunione)a Ferrara più precisamente in prossimità di S. Tommaso. I soci, incappucciati, con le collane al collo e i grembiuli legati ai fianchi, attraversata la stradella buia ed abbandonata che costeggiava le mura della città, prendevano posto all’interno dell’oratorio abbandonato. La chiesetta era illuminata da tre candele ed al centro vi era un focolare con delle braci. Vi erano circa 30 carbonari i quali all’ordine del Tommasi si sedettero. Vennero introdotti, successivamente, due aspiranti carbonari, con gli occhi bendati alla quale vennero poste alcune domande di rito. Vennero successivamente condotti in un’altra stanza dove gli venne fatto firmare il giuramento. Entrati nella famiglia dei “Buoni Cugini” (carbonari), come atto di terrore, tutti i soci incappucciati si avvicinarono verso i due iniziati con in mano un pugnale. Avevano giurato fedeltà e non avrebbero potuto recedere.
Finita la Riunione, verso l’alba il Foresti andò a dormire nella locanda delle Tre Corone.

Durante la cena tenutasi tra maggio e giugno del 1818 in casa di Pietro Rinaldi a Canalnovo, i nuovi carbonari vennero a conoscenza dei modi per riconoscersi e salutarsi tra “buoni cugini”.

Per conoscere gli usi e le consuetudini dei Carbonari, leggete il prossimo articolo !!!

La Carboneria in Polesine ultima modifica: 2019-03-31T20:32:09+02:00 da Gianmaria Alberghini

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