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L’Oratorio di Sant’Antonio ed il Conte Migliorini

oratorio di sant'Antonio

Sono passati più di tre secoli da quando venne posata la prima pietra ed ancora oggi la sua importanza non svanisce. Sto parlando di uno dei luoghi di culto il cui patrono è tra i Santi maggiormente venerati nel territorio: l’oratorio di Sant’Antonio.

L’oratorio di Sant’Antonio

L’edificio è stato costruito a partire dal 1700 per volere di un certo Conte ferrarese Ippolito Migliorini, a fianco dell’argine del fiume Po. Ubicato più precisamente nella via che oggigiorno è intitolata a Sant’Antonio. Il Conte Ippolito Migliorini, ferrarese di nascita, aveva vari possedimenti e tra questi vi era anche una corte nel territorio di Crespino. Essa era situata nelle vicinanze dell’attuale edificio sacro. Noto per la sua cristianità e generosità si narra che il Conte, donò i suoi possedimenti crespinesi ai frati Cappuccini che in data 25 luglio 1723 ne inaugurarono il convento. Inizialmente tale abbazia corrispondeva alla casa padronale del Conte ma fin dall’inizio parve poca cosa ai frati che si rivolsero al Marchese Onofrio Bevilacqua per ricevere un altro terreno dove costruire il nuovo convento.

L’erogito vincolante

Nel frattempo il Conte Migliorini come si evince dall’erogito del notaio Alessandro Tamoni, in data 27 marzo 1723 aveva vincolato i Padri Cappuccini a celebrare, nel suo oratorio, una messa al giorno e a recitarvi le litanie ed il Sequeri. Nonostante il cambio di domicilio dei frati, l’atto notarile rimase valido fino al 1796, anno in cui Napoleone Bonaparte, soppresse i conventi. Grande era la bontà del Conte Migliorini a tal punto che il 6 ottobre 1725 modificò il suo testamento. Nel codicillo il Conte decide di donare 60 scudi per celebrare la messa quotidianamente nell’oratorio di Sant’Antonio. Nel testamento si legge anche di una donazione di 20 scudi per mantenere l’oratorio e 10 scudi per la chiesa arcipretale dei Santi Martino e Severo. Tra le varie opere di beneficienza, decise inoltre di lasciare le sue proprietà ai crespinesi e donò soldi e materiali preziosi ai più poveri del paese.

erogito

Comitato Sant’Antonio

Grazie al lascito del Conte Migliorini e alle donazioni dei privati, l’oratorio resistette nei secoli giungendo fino ad oggi. Alla morte del fondatore l’edificio sacro passò agli eredi. Nel 1880 l’amministratore, erede fiduciario, era un certo Antonio Pellizzari che doveva nominare il suo successore. Negli anni a seguire tutti gli abitanti del borgo si presero cura dell’edificio mantenendo l’usanza della storica processione. Negli anni ’90 sorse l’esigenza di un comitato, così nel 1992 nasce l’associazione Sant’Antonio che negli anni ha restaurato l’edificio. Il comitato inoltre si occupa di realizzare la rinomata processione che da secoli richiama anche i fedeli dei paesi circostanti, diventando momento di spiritualità ma anche di festa.

Oratorio Sant'Antonio
L’Oratorio di Sant’Antonio ed il Conte Migliorini ultima modifica: 2020-04-17T09:00:00+02:00 da Gianmaria Alberghini
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