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Il vino Clinto, detto “Clinton” degustato nella “sopressa”

Il vino Clinto - Grappoli di uva locale
Articolo promozionale

Chi ricorda il vino Clinto? Detto anche Clinton o Grinton, a seconda del dialetto locale; che si beveva con una “scuea” (scodella) durante i pasti nelle campagne. Si condivideva con amici insieme ad una fetta di salame o “sopressa” e una “ciopeta” di pane biscotto; altri tempi.

Il vino Clinto

La massima diffusione di questo vitigno si è avuta verso gli anni 50-60. Poi è andata progressivamente diminuendo, anche a causa delle proibizioni di vinificazione imposte dalla legge, anche se non è scomparso. Il Grinton è un vino unico, inconfondibile, dal gusto forte e particolare, profumatissimo, di color rosso molto intenso, cupo/violaceo. C’è chi non lo considera vino poiché deriva dall’incrocio tra Vitis Riparia e Vitis Lambrusca e non Vinifera.

Il vino Clinto - Versare Il Vino nel calice

C’è chi lo rammenta con piacere come semplice vino di famiglia. Dal color viola impenetrabile e dal profumo fruttato intenso, il vino Clinton anche se non blasonato, ha fatto la storia. Considerato fuorilegge a causa dell’alto contenuto di tannini, solo qualche contadino delle campagne o qualche vero appassionato lo produce ancora. Questo vino lascia una traccia densa nelle bottiglie e nei bicchieri, e un inconfondibile sapore di fragola. La sua storia inizia nel 1858 quando in Europa arrivò la Filossera.

Il vino clinto o Clinton

Si tratta di un minuscolo insetto parassita della vite, Nord Americano; che si diffuse rapidamente e che si rivelò incompatibile con le colture viticole nostrane. Questo insetto attacca le radici della pianta, provocando in breve tempo gravi danni. Dopo innumerevoli e purtroppo inutili tentativi messi in atto per debellare questo parassita, si scoprì che le radici delle viti americane erano resistenti alla Filossera.

Il vino Clinto - Calice Di Vino rubino

Si decise così di innestare la vite europea (Vitis Vinifera) produttrice di vini di qualità; su piede di vite americana e dei suoi ibridi, resistenti agli attacchi. Ed è proprio dall’incrocio di due diverse varietà di viti americane selvatiche, nello specifico, la Vitis Labrusca e Vitis Riparia che nasce il famoso Clinton o Grinton. Il problema di questo vino è che una volta vinificato con i metodi tradizionali, si arricchisce di alcol metilico, sostanza che, se assunta in abbondanza provoca danni al nervo ottico e alla retina.

La scurea

Tuttavia, perché sia dannoso bisogna berne in grandissime quantità. E’ da dire che è difficile definirlo vino in senso stretto in quanto la sua qualità è abbastanza scarsa; la gradazione alcolica molto bassa (6-8° in volume) e la naturale conservabilità non va oltre l’inverno. Certo il Clinto, e gli altri vini cosidetti “proibiti” vanno bevuti con consapevolezza senza esagerare, ma è anche vero che questi sono i precursori dei moderni “Vini naturali”, sono biologici naturalmente e ci offrono “vini” per nulla contaminati e contaminanti da agenti inquinanti. Ci sono dei vignaioli nostalgici che continuano a produrre questo vino e che ogni anno danno vita alla Festa del Clinto. Si tratta di un’occasione unica per portare a conoscenza anche i più giovani di questi vini e di queste varietà di viti poco comuni. Dopotutto, i vini della memoria ci tramandano un passato fatto di ricordi, di sentimenti semplici e forti.

Vitis Lambrusca

Evocano un mondo contadino che rivendica la propria autenticità e il proprio territorio. Era un vino che tanti anni fa, si faceva assaggiare anche a bambini, perché era lievemente dolce e sapeva di fragola. La produzione del Clinto continuò a persistere:destinato alle osterie o relegato a produzioni familiari, che ancora oggi coltivano con amore “il vino del nonno”. La coltivazione di questa uva non è affatto complicata poiché non necessita di particolari cure o trattamenti in vigna e la resa è sempre alta. Rilevante o no comunque la legge vieta di produrlo, multando le distillerie che lo impiegano nella produzione di distillati di frutta. Gli amatori del genere possono ancora godere di qualche produzione sparsa in altre regioni Italiane fino nel Lazio. Dialettalmente chiamato grintón, resistente per un suo consumo familiare, in quanto il commercio ne è vietato; il clinto è un po’ la memoria di un tempo che fu.

Il vino Clinto, detto “Clinton” degustato nella “sopressa” ultima modifica: 2020-12-18T09:00:38+01:00 da simona aiuti

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