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I Veneti e la scrittura, tramandata dalle donne

I veneti - immagine di una Sacerdotessa

I Veneti e la scrittura. Essi hanno nel nome la radice Ven- comune a Venere; avevano delle donne che non si curavano d’imbellettarsi in modo effimero. Esse si facevano valere nel lavoro e nel fare affari. Erano apprezzate imprenditrici, e nondimeno colte; si occupavano dell’arte della scrittura, e tramandavano la lingua “venetica”, non facile in epoca remota.

I Veneti e la scrittura

Producevano prodotti tessili che riuscivano a esportare. Altre si votavano e si consacravano come vestali alla dea Reitia. Erano queste donne, molto emancipate; che facevano incidere gli “ex voto”. Nel Terzo/Quarto secolo a.C.Presso l’antica Targeste, c’era un santuario dove le sacerdotesse insegnavano alle fanciulle come scrivere. Lo avevano tuttavia appreso dagli Etruschi.

I Veneti - un elmo antico
Fonte foto – Wikipedia – Sailko – CC BY 2.5

Tra i Veneti c’erano donne volitive, indipendenti, e capaci d’inserirsi nella società veneta di diritto, come le venete di oggi. Ricordiamo ad esempio Nerka la cui ricca tomba è stata scavata a Este. Le donne potevano essere imprenditrici come Nerka, e anche Trostiaia; 3000 anni prima. Dall’epoca antica, esiste in qualche modo una continuità mai interrotta, che parte proprio dalle paleo venete; giungendo poi nelle leggi a tutela e rispetto della donna nel diritto veneziano. Le donne fin dai tempi antichi, hanno sempre avuto il ruolo di perno nella società.

I Veneti e la scrittura e le sacerdotesse

Cosa non comune altrove, era ad esempio garantita la sua “dota”, in italiano dote,  nel caso di scioglimento o morte del marito. Tornando alla scrittura dei paleo veneti; sembra che sia stato utilizzato l’alfabeto dagli Etruschi, con cui avevano intensi rapporti. Le scuole di scritture pare fossero presso i templi. Custodi di questa arte erano le sacerdotesse di Reitia, la Dea suprema dei Veneti.

I Veneti - Urna Cineraria veneta
fonte foto – Pubblico dominio – Wikipedia

Si usavano delle tavolette, in cui una parola veniva declinata in varie forme, come era per i vocaboli latini. A tal proposito, è accertato storicamente che c’è stata la presenza di una “gens” venetulana tra i primitivi abitanti del Lazio. Campi d’urne ovvero tombe ad incinerazione, furono trovate tra i resti della prima Roma dei Re fondatori. Importantissima è statala stipe della Dea Reitia, a Este. Qui sono state rinvenuti degli ex voto con una particolare tipologia di oggetti funerari.

Le tavolette alfabetiche

Si tratta di elementi legati alla pratica della scrittura, come gli stili scrittori e le tavolette alfabetiche. Gli stili scrittori, sono gli strumenti che servivano a scrivere sulle tavolette cerate. Poi ancora degli gli oggetti bronzei, di forma allungata, con un’estremità a punta per incidere e l’altra estremità a spatola per cancellare la scrittura. Le tavolette alfabetiche sono lamine di bronzo scritto, per l’insegnamento della scrittura.

I Veneti - immagine di Vaso Veneto
fonte foto – Pubblico dominio – Wikipedia

Si tratta di una documentazione unica nel suo genere, perché solo in Veneto si sono conservati, come ex voto su bronzo. Sulle tavolette troviamo un’iscrizione dedicata alla Dea, come funzione votiva; e la riproduzione degli elementi necessari agli esercizi ortografici. La sezione ortografica comprende una lista delle consonanti, delle vocali, e una lista di gruppi consonantici. Associando quindi a ciascuna vocale una consonante; o gruppo consonantico, si ottenevano le sillabe basiche della lingua; che nella scrittura erano riportate senza la punteggiatura.

Dea Reitia

Quest’ultima serviva invece a segnalare le sillabe più complesse. Il diretto collegamento tra scrittura santuariale e arte della scrittura trova la sua spiegazione nel fatto che i santuari. Erano centri di trasmissione della conoscenza e della pratica dell’alfabeto, sedi di “scuole” scrittorie, che dovevano essere affidate a gruppi di tipo sacerdotale. Su questi depositari della scrittura nel santuario di Reitia abbiamo scarse informazioni: in un’iscrizione si è creduto di riconoscere la menzione di una “confraternita” (frateres); ma non sappiamo con quali prerogative. D’altro canto, la componente femminile è ampiamente rappresentata tra i dedicatari delle tavolette e degli stili. Ciò consente di supporre la presenza di sacerdotesse o comunque di donne con funzioni; e attributi legati alla prerogativa “scrittoria” del santuario.

I Veneti e la scrittura, tramandata dalle donne ultima modifica: 2020-11-17T09:00:44+01:00 da simona aiuti
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