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CIBO NATURA

I pesci che vivono nel Po, gustosi per la buona tavola

i pesci che vivono nel Po - Gambero pescato da un cormorano

I pesci che vivono nel Po sono davvero tanti e hanno sempre rappresentato una fonte di guadagno importante. Le specie storicamente più caratteristiche sono il luccio, la carpa, la tinca, il persico sole e il pesce gatto. Naturalmente tanta varietà ittica ha dato vita a moltissime ricette a base di pesce, sia per il periodo invernale, sia per quello estivo.

Il Po e i pesci che vivono nel Po

I pesci che vivono nel Po’ risentono delle variazioni climatiche, e anche del luogo specifico in cui avviene la pesca. Sui fondali fangosi ad esempio vivono triglie, sogliole, passere e rombi. Purtroppo sono quasi scomparsi gli storioni, e anche il gambero d’acqua dolce, mentre, negli ultimi anni si è diffuso moltissimo il pesce siluro.

i pesci che vivono nel Po - Pescatore al lavoro

Alcune specialità sono allevate, come i branzini, le orate, e i cefali. Mentre, nelle acque salmastre si trova il ghiozzo e il latterino, che sono due specie di pesci che trascorrono tutta la loro vita nelle acque salmastre delle lagune. Le famosissime anguille, che hanno quasi una “letteratura propria”, passano gran parte della vita nelle acque interne, e vanno poi a riprodursi in mare. Tuttavia, anche diverse specie marine come cefali, spigole e orate, spesso s’insinuano nelle zone costiere dove crescono più rapidamente degli esemplari che stazionano in mare.

L’anguilla e i pesci che vivono nel Po

L’anguilla ha corpo cilindrico allungato, bocca con piccoli denti, occhi rotondi, pinna dorsale unita alla pinna codale e pinne pettorali corte tondeggianti. Nel periodo delle migrazioni riproduttive, l’anguilla assume colore bruno-verdastro scuro e ventre argenteo. Le femmine raggiungono anche la lunghezza di 1,5 m e il peso di 6 kg i capitoni; i maschi la lunghezza massima di 50 cm e peso 150-200 g.

i pesci che vivono nel Po - Pesce Alla Brace

L’anguilla si riproduce in mare ma vive e si alleva nelle acque salmastre lagunari e fluviali del Delta del Po. Il consumo è consigliato da gennaio a marzo e da ottobre a dicembre. Golosa è L’anguilla ai ferri, che si può preparare su una tavoletta di legno; pestata con il “pisten”, in tre parti. Bisogna rompere la lisca per evitare che, a contatto con il fuoco, si attorcigli. Si pratica poi un’incisione all’altezza della testa, togliendo le interiora.

Cucinare l’anguilla

Dopo aver lavato e salato l’anguilla, si mette sulla graticola. Va consumata preferibilmente con polenta calda appena fatta! Delizioso è anche il “brodetto d’Anguilla alla comacchiese”. Sono necessarie tre anguille da 150-200 gr. ognuna, poi una cipolla, aceto, concentrato di conserva di pomodoro, sale, olio, e pepe. Il pesce va tagliato a pezzetti piccoli, eliminando le interiora. Poi va lavato con molta cura. In una teglia si taglia a fettine sottile la cipolla per ricoprire il fondo della teglia, facendola poi soffriggere bene, indorandola nell’olio. Aggiungeremo poi l’anguilla, aceto, un dito d’acqua.

i pesci che vivono nel Po - Grigliata di pesce

Aggiungeremo del pepe, sale, un po’ di concentrato di conserva, facendo poi bollire il tutto. A questo punto faremo attenzione alla cottura, infilzando con una forchetta. Questa pietanza va servita ben calda, e accompagnata preferibilmente da un vinello robusto. Nella tradizione popolare un tempo questo era un piatto povero, tuttavia oggi è piuttosto ricercato nei ristoranti rinomati.

Cefalo del Polesine

Chi non ama il sapore robusto dell’anguilla, può cimentarsi con il cefalo; un pesce a corpo cilindrico, grigio con riflessi azzurri e verdastri, fianchi argentei. Nelle valli del Po vivono cinque specie di cefali. Per la nostra ricetta dobbiamo far bollire delle patate tagliate a fettine, con del  pomodoro fresco.

immagine del Pesce Gatto

A parte triteremo acciughe e prezzemolo. E’ opportuno mettere su dei fogli d’alluminio i filetti di cefalo, in cui li avvolgeremo come in un cartoccio; avendo cura d’inserire le patate, acciughe e  prezzemolo. Aggiungeremo del finocchietto selvatico, sale, pepe, abbondante olio d’oliva e vino bianco. Metteremo i cartocci in una teglia nel forno a 180° per circa 15 minuti e dato che ogni forno è diverso, regolatevi controllando la cottura. Infine si può abbinare un vinello bianco e buon appetito.

I pesci che vivono nel Po, gustosi per la buona tavola ultima modifica: 2019-06-14T09:00:18+02:00 da simona aiuti
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