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Giovannino Guareschi e le sue storie contadine polesane

Giovannino Guareschi - lo scrittore Guareschi

Giovannino Guareschi figlio dell’Alto Polesine, come ogni cosa che appartiene al fiume, placido e tranquillo, è parte di queste terre e di queste acque. Il fiume ha memoria, tra alluvioni e sole che torna splendente, recando anche le storie fino al basso Polesine.

Giovannino Guareschi

Giovannino Guareschi, scrittore e giornalista, è stato uno degli autori italiani più venduti nel mondo, con oltre 20 milioni di copie. Figlio di una famiglia piccolo borghese caduta in disgrazia, per continuare gli studi entra nel convitto Maria Luigia di Parma, per studenti non abbienti. Qui conosce Zavattini, fondamentale nella sua carriera, con cui crea il giornale studentesco.

Giovannino Guareschi - Don Camillo

La collaborazione con Zavattini, è decisiva per lui. Guareschi in seguito vede la nascita proprio con Zavattini del “Bertoldo”, un giornale umoristico che poi avrà grande successo. Durante la guerra Guareschi sotto l’effetto dell’alcol, disperato e convinto che il fratello fosse erroneamente morto, inveisce insultando il Duce. Viene arrestato, ma riconosciutegli le attenuanti, è mandato in guerra. L’8 settembre ‘43, arrestato dai Tedeschi, finisce in un campo di prigionia tedesco, dove rimane due anni assieme ad altri soldati italiani. Qui compone La favola di Natale.

Il Candido e Giovannino Guareschi

La fame, la sporcizia, il freddo, le malattie, la disperata nostalgia lo tengono in vita. In prigionia lui e gli altri, non dimenticano mai d’essere uomini civili. Tornato dal lager pesa appena 40 chili. In seguito, descrive il periodo di prigionia nel “Diario clandestino”. Dopo la guerra, Guareschi fonda, il “Candido”, una pubblicazione che venderà moltissimo. La profonda fede cattolica, sarà sempre un faro nella vita di Giovannino Guareschi.

Giovannino Guareschi - Libro di Don Camillo

Inoltre, l’attaccamento alla monarchia e il fervente anticomunismo fanno di Guareschi uno dei più acuti critici del Partito Comunista Italiano. Famosissime le sue vignette intitolate “Obbedienza cieca, pronta, assoluta”, dove sbeffeggia i militanti comunisti. Guareschi, irriducibile monarchico, in occasione del referendum istituzionale del 2 giugno 1946, sostiene apertamente la monarchia, soprattutto contro i comunisti. Oltre a fare satira, Guareschi denuncia gli omicidi politici compiuti dai partigiani comunisti nel cosiddetto “triangolo della morte”.

Don Camillo

Nel 1948 esce il primo romanzo su “Don Camillo”, il primo episodio di una saga ventennale foriera di cinque film conosciuta in tutto il mondo. Don Camillo, il “robusto” parroco, ha come antagonista l’agguerrito sindaco comunista Peppone, le cui vicende si svolgono in un paesello immaginario. Nella storia resterà Brescello, colpito nella letteratura dall’alluvione, e di luoghi pregni tutti di buoni sentimenti e una sana vita contadina.

Giovannino Guareschi - immagine dello scrittore

Tuttavia, talvolta le vicende di giornalisti, s’intrecciano con quelle giudiziarie e Guareschi incappa in buona fede su lettere rivelatesi poi false. Il 26 maggio 1954 Guareschi è recluso nel carcere di Parma, dove rimane per 409 giorni. Amato e rispettato, anche Papa Giovanni XXIII gli chiede di collaborare alla stesura del nuovo Catechismo della Chiesa, ma lo scrittore declina, non sentendosi degno. Nel 1961 esce il quarto film della famosa saga di don Camillo: Don Camillo monsignore… ma non troppo.

Enzo Ferrari

Il Candido chiude malinconicamente, ma Guareschi lavora anche con “la Notte” e con il settimanale “Oggi”. Nel 1968 gli viene riproposta la direzione del “Candido”, ma non ha il tempo d’accettare, poiché un infarto lo portò via. Per le esequie, la bara è avvolta dalla bandiera monarchica; il re Umberto II di Savoia dall’esilio lo insignisce dell’onorificenza di Grand’Ufficiale della Corona d’Italia.

Giovannino Guareschi - Peppone e Don Camillo

Ai funerali del grande giornalista e scrittore non partecipa il mondo intellettuale del tempo, a parte Enzo Biagi ed Enzo Ferrari. L’Unità scrive: “melanconico tramonto dello scrittore che non era mai nato”. Ironia della sorte, la testata ha chiuso i battenti, ma gli scritti di Guareschi continuano a riscuotere molto successo.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi. La scrittura è parte di me; amo la letteratura, esplorare i mutamenti del costume, la storia, lo sport, e l’arte. Mi piace visitare i musei, le mostre. Sono affascinata dall’inconoscibile e curiosa del mondo.
Giovannino Guareschi e le sue storie contadine polesane ultima modifica: 2019-10-14T18:53:30+01:00 da Simona Aiuti

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