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La libertà tra passato e presente

libertà ieri come oggi

Ieri si è celebrata una festa internazionale di estrema importanza, la Giornata mondiale della libertà di stampa.

L’Assemblea delle Nazioni Unite proclamò questa giornata affinché i giovani potessero e possano ricordarsi dell’importanza di essere liberi e di poter esprimere il proprio pensiero.
Nella Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 c’è un articolo, il numero 19, che esprime l’importanza della libertà di parola.

Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione, e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e frontiera.

Non sempre esternare il proprio pensiero è stato possibile e oggi voglio riportarvi in quei decenni che precedettero la stesura della Dichiarazione Universale dei diritti umani.
Tanti furono i polesani che durante il ventennio fascista furono mandati al Confino o incarcerati perchè con timore o con fermezza manifestarono il loro ideali.

Polesani confinati

Vorrei ricordarne alcuni tra cui:

  • Camerini Antonio, confinato due anni per aver scritto contro il fascismo (morì al confino);
  • Tinti Vittorio di Fratta Polesine, confinato due anni per aver manifestato idee socialiste;
  •  Tosatti Guerrino,  Ferruccio Rondana e Primo Rondana  di Villanova Marchesana, confinati tre anni per aver diffuso manifesti comunisti;
  • Boschini Vasco e Ravagnani Giosuè, confinati il 18 maggio 1931  per aver cantato “Bandiera rossa”;
  • Begossi Dino di Melara, confinato tre anni per aver cantato “Bandiera rossa ” sul posto di lavoro;
  • Crepaldi Giacinto di Adria, Gasparetto Luigi di Borsea, Minella Achille di Lendinara, Vasco Luigi di Rovigo, Zago Severino di Boara Polesine, e molti altri, furono confinati cinque anni per aver partecipato ad una manifestazione di disoccupati ad Adria,
  • Magosso Giuseppe, barbiere di Lusia, confinato cinque anni per aver divulgato ideali comunisti;
  • Zanirato Amedeo di Sant’Apollinare, accusato di manifestazione antifascista,  confinato cinque anni;
  • Mottaran Pietro di Adria, confinato cinque anni per propaganda comunista;
  • Baccaglini Alfredo di Lendinara, confinato cinque anni per aver scritto in un muro frasi inneggianti a Matteotti e al socialismo;
  • Bellato Agostino confinato cinque anni per aver criticato la guerra d’Africa;
  • Marchi Bruno confinato tre anni per manifestazione antifascista;

Tantissimi sono coloro che andarono al confino per scritte antifasciste e anticonformiste.
Contro Vittorio Emanuele di Ariano Polesine venne confinato in quanto  scrisse:

Ora che il bolscevico è in Spagna e in Russia, dovrebbe arrivare in Italia.

Si veniva confinati o incarcerati per ogni tipologia di manifestazione che non esaltasse l’unico pensiero consentito.

E la libertà oggi?

E’ trascorso quasi mezzo secolo e nonostante ora in Polesine regni la pace, nel mondo vi sono ancora tanti paesi in cui vige la dittatura e il divieto di esprimere il proprio pensiero. Solo nel 2018 si presume siano almeno 95 i giornalisti uccisi e migliaia i civili.

Concludo con una citazione di un noto personaggio italiano e mi auguro che nei valori di tutti regni per sempre la tolleranza e la libertà, unici principi fondamentali per raggiungere la Pace.

“La libertà è l’essenza dell’uomo, è l’essenza della sua mente e del suo cuore, l’essenza della sua intelligenza e dei suoi sentimenti, la libertà e ciò che sta alla base della sua capacità di amare, di creare, di fare; e l’uomo non è uomo se non è libero, perché Dio l’ha voluto così e l’ha voluto libero.”

La libertà tra passato e presente ultima modifica: 2019-05-04T13:02:55+02:00 da Gianmaria Alberghini

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