CHIESE PERSONAGGI

Don Riccardo Mabilia dal Veneto, missionario nel Polesine.

Don Riccardo - il sacerdote in parrocchia

Don Riccardo, veneto, con alle spalle una lunga esperienza nel volontariato direttamente su campo, oggi è nella Cattedrale di Frosinone. Lungo è stato il cammino, il suo percorso e la sua permanenza nel Polesine, dove ha lasciato una traccia profonda dopo tanti anni. Don Mabilia, originario di Latisana, vicino Udine, ha vissuto lungamente con la famiglia a Spina, vicino Venezia (diocesi di Treviso).

Don Riccardo

Don Riccardo, di famiglia semplice, operaia e molto religiosa, specialmente il padre, impegnato in parrocchia, si è sempre dedicato al volontariato, e alla vita missionaria. A quell’epoca, si facevano le prime messe animate da batteria e chitarra elettrica e c’era un certo fervore che faceva da collante nella comunità. Don Riccardo è stato circa dodici anni nel Polesine, dai 21 ai 33, trovando una realtà critica da affrontare nel tessuto sociale.

Don riccardo - Trattore la lavoro sul grano
fonte foto – Pixabay

Non erano passati così tanti anni dalla grande alluvione del 51’ e tanto doveva essere ancora ricostruito e strutturato. Don Mabilia racconta che c’era una grande povertà diffusa, in una popolazione per lo più contadina, semplice con scarsi mezzi. Esistevano le classi miste riunificate nelle scuole, con venti bambini. In quel territorio c’erano le grandi aziende agricole con un padrone. Anche l’edificio della chiesa era del padrone, come lo spaccio aziendale. Anche l’asilo era del proprietario.

Don Riccardo e il Polesine

La parrocchia in cui operava Don Riccardo che all’epoca non era ancora sacerdote, era San Bartolomeo a Porto Viro. Tuttavia ci si muoveva molto nel territorio che era molto vasto. La priorità dei missionari era di annunciare un “Dio nuovo”, in un Polesine che aveva bisogno di tante cose materiali. Al riguardo, in quelle zone in cui si stava anche due metri sotto il livello delle acque, l’accoglienza era importante. Per sistemare le case in cui operavano i missionari, le aziende fornivano attrezzature e i trattori per “domare” un territorio da “dissodare” e bonificare.

Don riccardo - Cavallo che bruca
fonte foto – Pixabay

Don Riccardo ricorda che tutto era fornito gratuitamente con grandissima disponibilità e questo scaldava il cuore. Eppure non dimentichiamo che l’aspetto scolastico a quell’epoca richiedeva sostegno e attenzione. Per frequentare le scuole superiori, alcuni ragazzini se volevano frequentare, dovevano percorrere anche settanta o ottanta km.

Polesella e Porto Tolle

A quell’epoca ci fu una grande emigrazione verso l’industria automobilistica di Torino. Tuttavia, tanti non hanno spezzato i legami e dopo la pensione sono tornati nel Polesine. Eppure il clima avrebbe potuto scoraggiarli, come il ricorrente pericolo di alluvioni, ma sono tornati. Tante erano le località in cui i missionari si recavano e l’accoglienza con i contadini era sempre calda e presente. Don Riccardo andava in località come Porto Tolle, Ca’ Venier, Polesella, Taglio di Po, Ariano Polesine e si era nel delta del Po. Dodici anni nel Delta del Po non sono stati pochi, anzi, quell’osservatorio privilegiato non è stato poco importante. Negli anni a seguire, molti sindaci polesani hanno lavorato bene, infatti, molti sono stati i miglioramenti, soprattutto nella sanità e negli ospedali. Oggi Don Riccardo, da poco sacerdote, è in forze nella cattedrale frusinate, ma non dimentica i polesani con cui l’addio fu doloroso per tanto affetto.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi. La scrittura è parte di me; amo la letteratura, esplorare i mutamenti del costume, la storia, lo sport, e l’arte. Mi piace visitare i musei, le mostre. Sono affascinata dall’inconoscibile e curiosa del mondo.
Don Riccardo Mabilia dal Veneto, missionario nel Polesine. ultima modifica: 2020-01-14T09:00:41+01:00 da Simona Aiuti

Commenti

To Top