ARTE PERSONAGGI

Carlo Bagno, indimenticabile attore polesano

Carlo Bagno - Carlo Bagno E Manfredi

Carlo Bagno, figlio del Polesine, fu attore umile, ma di grande spessore. Recava con sé il fisico greve e tozzo del contadino, che si faceva lieve nel minuetto che giostrava da caratterista, maestro di dialetto.

Carlo Bagno

Carlo Bagno di cui tra poco ricorrerà il centenario della nascita, mosse i primi passi nell’arte teatrale proprio nel Polesine; sotto la guida di Cesare Magon. Nel 1938 ottenne una borsa di studio per l’Accademia Silvio D’Amico, dove si diplomò. Dopo aver partecipato alla Resistenza durane la guerra, iniziò la vera carriera teatrale. Lavorò molto in radio, ma non trascurò la passione per il teatro.

Carlo Bagno - Lendinara
Lendinara moderna – Polesine

La carriera si colora di successo al Piccolo Teatro di Milano con Strehler. Bagno si cimenta con Brecht, Büchner, Cechov, Ugo Goldoni, Shakespeare, Gogol’, Sartre, e altri autori. Nel 1966 è il primo attore italiano a rivestire i panni di un protagonista di Majakovskij, mai rappresentato in Italia. Nel 1967 interpreta con perfetta adesione al ruolo il Pantalone ne Il bugiardo di Goldoni. Appare anche in televisione come nell’edizione de La pazza di Chaillot di Giraudoux, nello sceneggiato La freccia nera del 1968.

Cultura polesana

L’attore polesano si cimenta in polizieschi come La donna di Picche, La donna di Cuori, con Ubaldo Lay. In realtà, ciò che consacrò Carlo Bagno cristallizzandolo nell’arte, fu soprattutto la capacità d’immergersi totalmente nei caratteri della commedia dell’arte; interpretando con maestria egregia le maschere più note della tradizione veneta, compenetrandosi impeccabilmente con il pensiero di Goldoni. Gian Antonio Cibotto, lo definì “l’ultimo grande Ruzante”.

CArlo Bagno - Nudo Di Donna

Grazie alla capacità d’addentrarsi nei personaggi, vestendo panni che solo in apparenza erano grevi; svecchiò sempre ogni battuta con gesti e inflessioni. Sembrava ruvido, ma era in realtà profondamente poetico nella cadenza cantilenante, fatta di espressioni tipiche, che tuttora appartengono al tessuto popolare locale. Con quei codici, Bagno veicolava il “vulnus” di cui era depositario. L’attore polesano recitò in italiano e in dialetto, sempre con la stessa capacità di far aderire la propria identità al personaggio.

Nino Manfredi e Carlo Bagno

Con quella sua maschera grossolana, l’attore polesano così poliedrico, lascia una traccia profonda nel cinema. Appare interpretando quasi se stesso in “Nudo di donna”, dove sembra quasi l’ultimo veneziano. Recita ancora con il grande Nino Manfredi in “In nome del papa re”, di Luigi Magni, dove è davvero il migliore degli antagonisti.

Carlo Bagno - Campanile
Lendinara – Polesine

Lo straordinario “perpetuo” del Cardinal Colombo (il grande Nino Manfredi) è la classica spalla, di una volta, la stessa che un tempo serviva artisti eccellenti. Quell’abile interpretazione, impressa su pellicola, gli vale il Nastro d’argento e la Grolla d’oro di Saint Vincent nel 1978 come miglior attore non protagonista. Nella costellazione di mostri sacri con cui condivise la scena, ricordiamo un altro “duello” eccellente con Alberto Sordi in “Il malato immaginario”; ove Bagno veste i panni del Dottor Anzalone in un’altra esibizione eccezionale

Dialetto veneto

L’attore polesano, a quasi cento anni dalla sua nascita, resta con la perizia d’attore scenicamente educato, tecnicamente dotato e perspicace. L’impronta di Carlo Bagno, rimane impressa come opera di cesello contrassegnata dall’autenticità dell’interpretare senza eccedere; sempre adatto al ruolo, e a suo agio. L’etica del teatro e la deontologia emergono in ogni singolo fotogramma, genuino, credibile, e fortemente radicato nei suoi codici.

Carlo bagno - interni del duomo di Milano
Milano, dove Carlo Bagno si spense

La parlata dialettale in Carlo Bagno si mescola con l’italiano, generando una modalità inedita vocale che ha fatto scuola; qualcosa che ritroviamo oggi, in attori di talento come Natalino Balasso. È un personaggio che sa unire alla saggezza un senso dell’umorismo mai banale o scontato. Cionondimeno, l’eredità di Carlo Bagno è intessuta di umanità autentica, quella di chi ha saputo trovare nella marginalità scenica una possibilità di riscatto; sapendosi trasformare abilmente da co-protagonista a maschera eterna, inventando pagine di copione.

fonte foto – twitter

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi. La scrittura è parte di me; amo la letteratura, esplorare i mutamenti del costume, la storia, lo sport, e l’arte. Mi piace visitare i musei, le mostre. Sono affascinata dall’inconoscibile e curiosa del mondo.
Carlo Bagno, indimenticabile attore polesano ultima modifica: 2019-09-16T19:38:23+01:00 da Simona Aiuti

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