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Benvenuto Tisi e l’influenza di Raffaello

Piazza Fetonte

Dopo il cinquecentenario dalla morte di Leonardo Da Vinci, lo scorso 2019, arriva un’altra importante ricorrenza che riguarda uno dei più grandi artisti italiani. Morì infatti il 6 aprile 1520, Raffaello Sanzio, probabilmente il più influente pittore ed architetto del Rinascimeno. A 500 anni dalla scomparsa vogliamo ricordare l’influenza che Raffaello ebbe nello stile pittorico di Benvenuto Tisi che nel Rinascimento dipinse la pala d’altare per la famiglia Turchi a Crespino.

Raffaello Sanzio

Nato nel 1483 ad Urbino, divenne ben presto l’emblema della pittura rinascimentale. La sua artistica influenzò lo stile di molti pittori dell’epoca e non solo. Figlio dell’artista Giovanni Santi, a solamente otto anni divenne orfano di madre. Il padre iniziò una nuova relazione dalla quale nascerà Elisabetta Santi. Come sosteneva il noto letterato Emile Zola, l’ambiente che ci circonda diventa determinante per lo sviluppo del proprio essere. Infatti Urbino all’epoca era uno dei centri culturali più importanti della penisola pertanto fin da giovane, Raffaello, fu influenzato dalla pittura dei migliori artisti dell’epoca. Da prima iniziò a lavorare come apprendista nella bottega del padre per poi collaborare con il Perugino fino all’eredità del laboratorio di famiglia che gli permise di svolgere l’attività in proprio.

Il Grand Tour d’Italia alla scoperta dell’arte

Agli inizi del ‘500 intraprese i primi viaggi a Firenze, Roma e Siena dove ammirò le opere dei grandi artisti dell’epoca quali Leonardo Da Vinci e Michelangelo Buonarroti. Nei quattro anni trascorsi a Firenze, inizia a raffigurare la Madonna con il bambino che ci ritornerà utile nel prossimo paragrafo per parlare di Crespino. Al termine del periodo fiorentino, verso la fine del 1508 si trasferisce a Roma dove qui riceverà varie commissioni da parte del Papa Giulio II. Era infatti il periodo in cui il Papa Giuliano della Rovere chiamò nella capitale i più importanti artisti dell’epoca per poter abbellire la città.

Raffaello Sanzio
Raffaello Sanzio

Benvenuto Tisi da Garofalo

Benvenuto Tisi, noto per essere un pittore rinascimentale, nacque verso la seconda metà del 1400 in un piccolo comune del Polesine, probabilmente a Garofalo. Fin da giovane intraprese gli studi nella scuola ferrarese, presso la bottega di Domenico Panetti. Tanti sono i viaggi che svolse per studiare i suoi colleghi contemporanei. Inizialmente si trasferì a Cremona, poi a Roma nel 1500, a Bologna per lavorare con Lorenzo Costa il Vecchio, a Ferrara per collaborare con i fratelli Dossi, successivamente a Mantova e probabilmente a Venezia. Dopo una giovinezza trascorsa tra le principali città italiane, su chiamata di Papa Giulio II, nel 1512 si trasferì a Roma. Nella Capitale conobbe Raffaello Sanzio che modificò lo stile pittorico del Garofolo, rendendolo più classico e stilizzato. Finita l’esperienza romana, ritornò a Ferrara dove la famiglia Estense gli commissionò varie opere fino al 1550 quando, Benvenuto Tisi, divenne completamente cieco. Tra i più importanti artisti dell’epoca grazie alla notorietà trasmessagli dall’esperienza romana, Benvenuto Tisi è ricordato anche per le collaborazioni con il pittore ferrarese Dosso Dossi.

Benvenuto Tisi da Garofalo
Benvenuto Tisi da Garofalo

L’influenza di Raffaello in un dipinto del Garofalo

Quello che possiamo ammirare a Crespino, è un dipinto del 1525, realizzato da Benvenuto Tisi dopo l’influenza del Raffaello. Don Mario Quali nella stesura del libro “Pagine di storia” descrive l’opera con queste parole:

“Sotto l’inquadratura di archi s’innalza l’alto trono marmoreo d’intonazione fredda in grigio perla. Tutta raccolta e isolata nell’alto siede la Madonna con in braccio il bambino, il cui gesto confidenziale nell’aggrapparsi al velo accende il volto della Vergine di soave sorriso.
Un aprirsi di colori in alto quasi di tramonto filtrato da un’invisibile apertura, pur nella sua concretezza ravviva ed esalta la succosa musicalità coloristica dilatata nel sommerso divario della policromia dei santi cui la mancanza di posa pietistica conferisce dignità e vigore intimistico.

I cinque restauri

L’opera commissionata dalla famiglia Turchi, subì il primo restaurò grazie alla marchesa Virginia Peverelli nel 1870 per volere del parroco Girotti. Il secondo restaurò fu effettuato da parte della sovrintendenza di Venezia nel 1902 grazie al pittore Angelo Moro di Padova. Il terzo restauro si svolse nel 1929 e il quarto nel 1948 per via di alcune fenditure verificatesi nel legno. Infatti originariamente il dipinto era su tavola e solamente con l’ultimo restauro del 1969 si decise di trasferirlo su tela. In questo modo si è riusciti a preservare l’integrità dell’opera che spesso subiva scrostazioni di colore. Durante l’ultimo restauro sono stati eliminati gli strati di colore dei quattro restauri precedenti, riportando l’opera allo splendore originario.

Madonna con il bambino di Benvenuto Tisi
Madonna con il Bambino di Benvenuto Tisi

L’influenza di Raffaello fu positiva o negativa per la pittura di Benvenuto Tisi?

Come si può notare nella pala d’altare, la pittura di Benvenuto Tisi risulta classica e stilizzata come quella del suo contemporaneo Raffaello Sanzio. I pareri dei critici d’arte riguardo l’opera della “Madonna con il bambino” sono abbastanza discordanti. Alcuni esperti sostengono che Benvenuto Tisi dopo il soggiorno romano, obliò la sua tempera di ferrarese sensuale e naturalistico, freddò la vene schietta ed ingenua, smarrendo l’estro dei colori succosi e ardenti della scuola ferrarese del ‘500. Altri critici d’arte invece reputano l’opera di Crespino, frutto dell’influenza di Raffaello, come “la prima stella della scuola pittorica ferrarese. In ogni caso se desiderate osservare la pala d’altare potete recarvi presso la chiesa dei Santi Martino e Severo a Crespino.

Benvenuto Tisi e l’influenza di Raffaello ultima modifica: 2020-03-06T09:00:00+01:00 da Gianmaria Alberghini
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